UN VINO PER BRINDARE

di Giuliana Duchini


Un vino per brindare, ma quale? Il vino per eccellenza è lo spumante e l’Italia da Nord a Sud ha un‘ottima produzione di bollicine che è bene conoscere per addentrarsi in questo sconfinato universo e magari, seguendo i miei consigli, sorprendere le persone care con una bottiglia originale! Sono tante le manifestazioni dedicate a questa tipologia di vino e abitando a Roma non posso mancare a Sparkle l’evento organizzato dalla rivista Cucina e Vini che si tiene la prima domenica di Dicembre negli eleganti saloni dell’hotel Westing Excelsior a via Veneto.

Sono presenti tutti i maggiori produttori sia del Metodo Classico che dello Charmat o Martinotti: due tipologie di realizzazione delle magiche bollicine, il metodo champenoise o classico dove il vino rifermenta in bottiglia e l’altra Charmat o Martinotti in autoclave. La differenza è sostanziale: nella rifermentazione in bottiglia restano imprigionati tutti i sentori che cedono i lieviti come quello di crosta di pane, brioches appena sfornate, piccola pasticceria, mentre nell’altro prevarranno le caratteristiche tipiche del vitigno e quindi avremo una gamma infinita di profumi e piacevoli sensazioni gustative.

Il re indiscusso di quest’ultimo metodo è il Prosecco che con la sua leggerezza e vivacità, nelle versioni brut o extra dry, sarà adatto ad accompagnare i pranzi delle feste dall’antipasto al dolce.

Consiglio di fare attenzione alla denominazione che deve essere Prosecco Superiore di Conegliano Valdobbiadene DOCG e meglio ancora se viene indicata la sottozona delle “Rive” che sono i fianchi delle ripide colline votate fin dai tempi lontani ad una viticoltura quasi interamente manuale ed eroica .Nei banchi d’assaggio riservati a questo vino ho conosciuto l’azienda delle Sorelle Bronca che hanno saputo portare avanti l’attività avviata dal nonno e poi dal padre, mantenendo la tradizione e guardando al futuro. Tra Conegliano e Valdobbiadene, tra le Dolomiti e l’Adriatico, su alti e scoscesi pendii dove è arduo persino rimanere in piedi senza cadere c’è un territorio unico, che l’opera dei viticoltori ha contribuito nel tempo a disegnare in un paesaggio che non ha eguali in tutto il mondo, ottenendo il riconoscimento da parte dell’Unesco.

L’etichetta che mi ha incuriosito è stata quella del Brut / Valdobbiadene Prosecco Superiore DOCG Rive di Rua- Particella 181 (11%): nasce da vigneti con più di 30 anni su un terreno ricco di ferro, con una lunga permanenza sui lieviti da 6 a 8 mesi (Charmat lungo) e si presenta con un pérlage elegante ed una spuma cremosa, sensazioni di frutta matura ed un finale persistente e minerale.

Passando dal metodo Martinotti a quello Classico c’è l’imbarazzo della scelta per quante tipologie se ne siano sviluppate nelle regioni del Nord Italia e non solo. Franciacorta, Trento Doc, Oltrepò Pavese ed Alta Langa sono tutti spumanti italiani prodotti con il metodo classico, ma si differenziano per regione, vitigni, periodi di affinamento, altitudine e caratteristiche organolettiche. La DOC Franciacorta comprende 19 comuni tutti in provincia di Brescia, il suo territorio è caratterizzato da dolci colline che si sono formate migliaia di anni fa dal ritiro dei ghiacciai, plasmando una sorta di anfiteatro naturale, e la vicinanza del Lago d’Iseo contribuisce a creare quel microclima particolare tanto utile alla viticoltura. I vitigni utilizzati sono Chardonnay, Pinot Bianco e in minima parte Pinot Nero. Si distinguono per eleganza e complessità, note di frutta matura, agrumi, crosta di pane e lunghi affinamenti che donano finezza. Ho cercato qualche cantina che non conoscevo e ho assaggiato i vini di Terre d’Aenor guidata dalla giovane Eleonora Bianchi con un progetto che guarda al futuro. L’azienda nasce biologica per preservare un grappolo sano che garantisca un vino di qualità: Franciacorta Rosè Extra Brut Millesimato a base di Pinot Nero (12,5%) incanta per il suo colore rosa cipria molto tenue, un bouquet di fragoline di bosco, albicocca e pesca gialla, effervescenza cremosa e grande freschezza.

Trento DOC è lo spumante di montagna prodotto esclusivamente in aree montane e questo contribuisce alla sua rinomata freschezza ed acidità. I vitigni ammessi sono Chardonnay, Pinot Nero, Pinot Bianco e Pinot Meunier. È la prima DOC italiana dedicata esclusivamente al Metodo Classico, istituita nel 1993 a testimonianza di una lunga tradizione spumantistica trentina. Ho scelto di assaggiare lo spumante di una delle cantine più alte d’Italia, Cembra Cantina di Montagna con vitigni che crescono a più di 700 metri slm., appezzamenti di altitudine, spesso strappati alla roccia dal caratteristico colore rosso, rubati alla verticalità, una montagna vissuta ed addomesticata con rispetto. Oro Rosso Millesimato Dosaggio Zero Trento Doc (12,5%) a base di Chardonnay, ha ottenuto i più prestigiosi riconoscimenti, e si presenta con un bel colore giallo paglierino brillante ed un pérlage molto fitto e persistente. Il suo profumo restituisce note di frutta gialla matura e piccola pasticceria. Verticale e minerale conquista il palato.

Per le altre tipologie come l’Oltrepò Pavese e l’Alta Langa mi riservo di raccontarle in un prossimo articolo, ma vorrei invece far conoscere almeno due eccellenze italiane nel campo del metodo classico prodotte in altre regioni. Nel Lazio segnalo l ‘azienda “Vigne del Patrimonio” che nasce sulle pendici vulcaniche intorno al lago di Bolsena, rivolte al mare, beneficiano delle brezze che ne risalgono in un paesaggio dove la natura è ancora incontaminata e manifesta tutta la sua armonia. Il perfetto spumanteAlaRosa Brut Rosé,a base di un 90% Pinot Nero e 10% Chardonnay (12,5%) con un affinamento di 30 mesi sui lieviti, ha un delicato colore rosa, un pérlage finissimo, profumo di frutti rossi, note floreali e sentori di lievito, piacevole il sorso dalla lunga persistenza aromatica.

Dal Lazio alla Puglia la Cantina d’Araprì, situata vicino a San Severo, produce esclusivamente spumante con il metodo classico, ricevendo i massimi riconoscimenti nelle guide specializzate e come riporta la loro brochure “d’Araprì non è una di quelle marche che dominano le pagine pubblicitarie delle riviste, è quasi un segreto che si custodisce gelosamente e si rivela agli amici più fidati”. Ho molto apprezzato lo Spumante Metodo Classico Brut “Riserva Nobile” 2020 (12,5%) a base di un vitigno autoctono il Bombino Bianco. Colore giallo dorato, pérlage sottilissimo e costante, al naso note di frutta tropicale, agrumi e pasticceria, al palato complesso, fresco e dinamico.

E allora pronti a brindare? Ma con il panettone assolutamente un vino dolce! Il vitigno più indicato è il Moscato che accompagnerà splendidamente la variegata gradevolezza del dolce natalizio per eccellenza, che sia un Asti Spumante con bollicine vivaci e note aromatiche di frutta e fiori, o il Moscato d’Asti a leggera gradazione alcolica con i sentori di fiori d’arancio e petali di rosa, racchiuderà in un bicchiere tutta la felicità di queste feste!

Buon Natale e Felice 2026 a tutte le lettrici e i lettori appassionati winelovers!

La foto delle rive di Valdobbiadene proviene dal sito delle Sorelle Bronca


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