IN SCENA MA FUORI SCENA… INTERVISTA A GIUSEPPE BAMBAGINI: DALLA RECITAZIONE ALLE PUBBLICHE RELAZIONI E ALL’UFFICIO STAMPA

di Chiara Montenero
Ex attore di talento, Bambagini ha saputo trasformare la sua passione per le arti performative in una carriera variegata che lo ha visto evolversi come creatore di eventi e professionista dell’ufficio stampa nel settore teatrale. Con la sua esperienza, ha contribuito a dare voce e visibilità a numerosi spettacoli e artisti, rendendo il teatro accessibile e vibrante per un pubblico sempre più ampio.
Giuseppe, raccontaci come è nata la tua passione per il Teatro e perché poi sei passato dalla recitazione alle relazioni pubbliche e all’ufficio stampa.
Ho cominciato a frequentare la scuola di recitazione Teatro Azione, diretta da Isabella Del Bianco e Cristiano Censi, fondamentalmente per vincere la mia timidezza; in realtà questa scelta è stata fondamentale per gestirla e saperla usare al momento opportuno. Non partecipai al saggio finale della scuola perché entrai subito nella compagnia teatrale dello straordinario Sebastiano Lo Monaco per la messa in scena del Cirano di Bergerac di Peppino Patroni Griffi. Sono stati due anni meravigliosi! Abbiamo recitato nei teatri più prestigiosi d’Italia, in tournée per sei mesi con oltre trecento repliche. Eravamo ventisei attori in scena, di cui molti di noi alla prima esperienza teatrale. Un’avventura incredibile e anche molto divertente.


E poi che successe?
Dopo aver recitato in un Enrico IV e altre pièce decisi di mettermi in stand-by per cercare di fare qualche fiction televisiva sperando di arrivare prima al successo. Durante questo periodo Patroni Griffi tornò al Piccolo Eliseo con attori importanti: Lino Capolicchio, la Pagano e Lorenzo Lavia, e mi chiese di aiutarlo a organizzare la prima dello spettacolo mettendomi in mano la sua agenda che conteneva “il mondo”! Chiunque io chiamassi a suo nome mi rispondeva: “Buongiorno, come sta il Maestro? Me lo saluti!” È nato quindi tutto per caso. Quando poi Peppino divenne direttore dell’Eliseo mi volle con lui, per i suoi tre anni di direzione artistica per affiancare l’ufficio stampa delle relazioni esterne e del cerimoniale. È stato molto impegnativo, ma mi sono divertito molto; ecco questa è una cosa che devo dire: tutti i lavori che io ho fatto, e ne ho fatti tanti, mi sono sempre divertito senza mai sentire la fatica del lavoro.
E com’è nata la collaborazione con Mila Monaco e Ursula Seelenbacher per la Where2Go?
Quasi per caso. Loro organizzavano eventi importanti sponsorizzati da grandi marchi mentre io lavoravo per il teatro. Decidemmo di unire le nostre sinergie e il risultato è stato strepitoso! Ci davano budget veramente illimitati. Abbiamo organizzato la prima festa privata a Castel Sant’Angelo (compresa la terrazza dell’Angelo): una cena per duecentocinquanta persone – ma il catering di finger food, arrivato da Milano, non ebbe molto successo perché i romani sono abituati a pasti ben più sostanziosi – Millecinquecento gli invitati per il dopo cena. La serata era sponsorizzata dalla Jeep quando faceva parte di Daimler Mercedes.
Ti è servito il tuo periodo (direi percorso, ma so che non ami questo termine) di attore nel lavoro di comunicazione? Ti ha aiutato a superare la tua timidezza?
Rimango sicuramente un timido però mi è servito ad approcciarmi con facilità a chiunque, dal Presidente della Repubblica al regista famoso, al direttore di una testata giornalistica, però molto importante è stata l’educazione che ho ricevuto che mi ha insegnato le basi del savoir vivre: cosa indossare, come rivolgermi alle persone da contattare e saper distinguere le loro differenze. Umiltà e orgoglio miscelati a dovere.


Cosa cambia tra ufficio stampa culturale e quello per grandi eventi?
Non molto. Nella comunicazione devi essere stringato perché i giornalisti ricevono giornalmente migliaia di notizie e non hanno tempo di seguire tutto. Devi dar loro le informazioni che sai che a loro interessano. Se ti rivolgi al giornalista che scrive di teatro le prime cose devono essere lo spettacolo, gli interpreti, il regista e se ci sono delle particolarità: se ad esempio si tratta di una prima nazionale, se il testo è una novità, se il protagonista è un attore esordiente o se viene dal mondo del cinema o della televisione, ecc. Se il redattore invece si occupa di eventi allora devi dirgli di cosa si tratta, chi saranno gli ospiti vip presenti, dove si svolgerà, quanti gli invitati, il menu, la musica, ecc. La bravura sta nel comunicare in modo coinciso il maggior numero di informazioni. Ovviamente prima di tutto questo deve esserci la collaborazione con gli attori e con il regista, per quanto riguarda uno spettacolo, mentre per un evento devi raccogliere le informazioni importanti: dagli organizzatori agli sponsor. Sarò sempre io in quanto responsabile dell’ufficio stampa a gestire i rapporti con i giornalisti.

Ultimamente hai organizzato un evento straordinario al Teatro Quirino di Roma in ricordo di Peppino Patroni Griffi, mi racconti com’è nato e le difficoltà riscontrate?
Ritenevo doveroso da parte mia fare qualcosa di speciale per ricordare il mio amico e maestro Peppino, ma purtroppo l’evento non ha avuto una grande rilevanza. Se ne è parlato poco più di niente nonostante i tanti personaggi importanti che, con grande entusiasmo, hanno partecipato alla serata, ognuno con il suo ricordo indelebile dell’uomo e del regista. Ricordo che una volta Peppino mi chiese quale ruolo mi sarebbe piaciuto interpretare ed io gli risposi timidamente quello che lui credeva più adatto a me. Si alterò insultandomi: “Quando qualcuno ti vuole fare un regalo o ti chiede di scegliere tu devi domandare il massimo!” Da quel momento ho capito che non sapevo chiedere per me, ma sapevo farlo per glia altri. Decisi che la Comunicazione sarebbe stato il mio mestiere. Ma questa è un’altra storia… Torniamo all’evento al Quirino. Ho iniziato a contattare personaggi del mondo dello spettacolo, della cultura e della politica, divenuti amici nel corso della mia frequentazione con Patroni Griffi, e tutti aderirono al progetto, ma gli sponsor? Bel problema! Alla fine, decisi di autofinanziarlo. Con l’aiuto di Pino Strabioli preparammo una scaletta che lui avrebbe seguito per introdurre gli ospiti illustri presenti e quelli in registrazione video (come Florinda Bolkan). Il teatro era pieno di ospiti illustri pronti a salire sul palco per raccontare aneddoti sul grande Maestro o a leggere brani delle sue opere: Gianni Letta, Fausto Bertinotti, Elena Sofia Ricci, Lina Sastri, Laura Lattuada, Stefano Santospago, Lorenzo Lavia, Ninetto Davoli, Urbano Barberini e tanti altri.

Se adesso potessi scegliere di fare qualcosa che ami davvero, cosa sarebbe? Una sorta di tuo sogno nel cassetto…
Mi piacerebbe essere il direttore artistico di un teatro che fosse esattamente come il mio amato Teatro Eliseo di una volta.
Quale la prima cosa che fai al risveglio e quale l’ultima prima di dormire?
Al risveglio penso a quanto adorerei rimanere tutto il giorno al calduccio nel mio letto. Prima di dormire penso ai miei genitori che non ci sono più e alla mia amata sorella che mi è sempre vicina in ogni momento, facile o difficile della mia vita.

