È AUTUNNO, RALLENTA

di Anna Michela Borracci
Il nostro corpo è un insieme fisico, energetico e psichico non separabile dall’ambiente in cui è immerso. Esso tenta di sintonizzarsi di continuo anche con i cambiamenti climatici e con l’avvicendarsi delle stagioni. Per questo motivo, è ora di riprogrammare un nuovo percorso di allenamento che ci accompagnerà nei prossimi mesi.
Le giornate si stanno accorciando, le temperature iniziano a scendere, siamo alle porte dell’autunno, un passaggio che si lascia alle spalle il movimento energetico espansivo dell’estate e ci prepara a entrare nell’inverno, con un dolce movimento di ripiegamento in noi stessi.
Dobbiamo imparare a lasciar andare ciò che ormai è consumato, come fanno gli alberi che si liberano delle foglie ormai ingiallite. In questo periodo dell’anno, il nostro corpo inizia a raccogliere e conservare qualcosa di nuovo per il futuro, entra in incubazione, evitando di disperdere all’esterno risorse energetiche preziose. La stagione invita a un ritmo più intimo e lento, che favorisce l’introspezione. Eppure la nostra vita accelera, congelandoci in modalità “attacco e fuga”. Siamo ormai rientrati al lavoro da un mese. Colleghi, tempi di consegna, performance sui risultati, Natale ci sembra già vicino. Ci troviamo catapultati nei ritmi di sempre e i benefici delle vacanze sono ormai un ricordo lontano. E anche quando siamo pieni di entusiasmo e carichi per un nuovo inizio, il corpo in realtà fatica, e per stare al passo con le aspettative deve andare contro natura, consumando tutto il carburante che ha in sé. Quella che dovrebbe essere una normale risposta fisiologica di adattamento alla realtà – stress, paura, eccitazione, stanchezza – rischia allora di trasformarsi in qualcosa di cronico e patologico che ci rende vulnerabili.
Ottimo motivo per scegliere, come routine di benessere psicofisico, pratiche di lunga vita come l’Hatha Yoga, il Qi Gong o il Tai Chi, che condividono una visione olistica della salute e sono un vero e proprio antidoto allo stress della vita moderna. Se non possiamo cambiare i nostri impegni, infatti, possiamo però iniziare a pensare seriamente a un piccolo spazio tutto per noi. Uno spazio di cura da ritagliare tra mille occupazioni e che può seriamente migliorare la qualità delle nostre giornate e delle nostre relazioni.
È ora di stenderci sul tappetino, due o tre volte a settimana, scegliendo accuratamente qualcuno che ci piaccia e sappia guidarci in questo cambiamento di rotta.

Per partire con il piede giusto, seguiamo cinque regole d’oro che porteranno la nostra energia a rifiorire e ad autoalimentarsi.
1_ Scegliamo un metodo di allenamento che integri esercizio fisico, respirazione profonda e attenzione mentale. Come l’Hatha Yoga, che associa Asana (posizioni o sequenze fisiche), Meditazione (attenzione creativa della mente) e Prānāyāma (una tecnica di controllo del respiro e del Prana, che considero una piccola cassetta di pronto soccorso sempre al nostro fianco).
2_ Partiamo lentamente, con un’intensità contenuta e soprattutto graduale. Rallentare ci consente di percepirci meglio, di scendere in profondità, fino a sentire le nostre ossa. È un lavoro introspettivo che somiglia a risalire verso una sorgente. Troviamo la fonte delle nostre azioni.
3_ Alleniamo la concentrazione mentale. È questo il segreto per rimanere attori delle nostre azioni. Smettere di muoversi meccanicamente, divenire consapevoli di ogni gesto, sentire quando attivarsi e quando rilasciarsi ci permette di migliorare la capacità di focus complessiva: su lavoro, famiglia, sport.
4_ Costruiamo gli appoggi, sono le fondamenta delle nostre azioni. Non c’è equilibrio, né interiore né esteriore, se prima non creiamo un ambiente sicuro. Per ottenere stabilità e coordinazione impariamo a radicarci. Senza radici la terra non può trattenere l’acqua, si inaridisce e diviene dura e fragile, lo vediamo quando piove dopo lunghi periodi di siccità. Così il corpo! Per ottenere flessibilità, elasticità, capacità espansiva, forza, dobbiamo lavorare sulla ritmicità. E non c’è ritmicità se manca la base.
5_ Ascoltiamoci. La consapevolezza corporea aiuta a riconoscere tensioni che tendiamo a ignorare. Il dolore è un segnale di stop, il corpo ci sta avvisando, stiamo creando un problema che si manifesterà nel tempo. Imparare a fermarsi non è un segno di debolezza ma di forza. È mettere a tacere l’Ego, l’immagine di superficie che creiamo di noi stessi, il ruolo che rappresentiamo nella vita. Lasciamo invece emergere l’Io, il Sé, ciò che siamo veramente, nel profondo.
Ed ora ecco una piccola sequenza sulla respirazione yogica completa da fare ogni giorno, anche per soli pochi minuti. Facile ma potente e perfetta per la stagione!
- Sediamoci comodamente a gambe incrociate o su una sedia, la schiena distesa, le spalle rilasciate, la testa non cade né in avanti né indietro.
- Inspiriamo lentamente dal naso in 3 tempi: prima nell’addome, poi nel costato, infine nel torace.
- Espiriamo lentamente nell’ordine inverso: torace, costato, addome.
- Ripetiamo più volte, cercando di allungare il più possibile l’espirazione rispetto all’inspirazione e percependo il movimento della colonna lungo l’asse che collega la terra e il cielo.
Buona pratica!

mail: annamichelaborracci@womenlife.it

