INFERIORE SARÀ LEI, CARO LUI!

di Pino Ammendola


Come ben sanno i miei sparuti, ma fedeli lettori, mi azzardo a recensire solo spettacoli che mi abbiano favorevolmente colpito, così in questo caldo mese di luglio, pressato dall’imminente uscita della rivista e ‘piegato’ dalla mancanza di ‘materia prima’, mi ero risoluto a rispolverare per il mio articolo, il ricordo di qualche vecchia pièce d’antan, ma ecco che avviene il miracolo e epifanicamente ho la fortuna di assistere a un delizioso spettacolo che chiude la stagione teatrale o, se preferite, apre quella estiva: “L’inferiorità mentale della donna”. L’ossimoro del titolo è reso ancora più sarcastico dal fatto che l’interprete principale, anzi oserei dire il vero ‘matador’ della scena, è Veronica Pivetti, attrice dalla mente particolarmente brillante, di straordinaria tecnica e soprattutto dalla fulminante battuta al vetriolo, anche nella vita! Il testo, si deve alla penna geniale di Giovanna Gra, che partendo da un assunto assurdo, quanto realmente ‘scientifico’ per l’epoca in cui fu dettato: l’accertata inferiorità del pensiero femminile, ci presenta un divertentissimo potpurri di tutte le bestialità scritte e pensate sull’argomento. Partendo da Julius Moebius con il suo compendio su “L’inferiorità mentale della donna” scritto nel 1900, dove si leggono perle del calibro di: “le donne hanno crani piccoli e peso del cervello insufficiente” oppure “…sono sprovviste di giudizi propri” e infine “…le donne che pretendono di pensare sono moleste e la riflessione non fa che renderle peggiori” si arriva fino a Sylvain Maréchal con il suo “Progetto di legge per vietare alle donne di leggere” perché è notorio che… “imparare a leggere è per le donne qualcosa di superfluo e nocivo al loro naturale ammaestramento” e d’altro canto “la ragione vuole che le donne contino le uova nel cortile e non le stelle nel firmamento”, il tutto senza dimenticarsi del nostrano genio di Cesare Lombroso, autore dell’affermazione più emblematica dello spettacolo: “il maschio è una femmina più perfetta”! È evidente che questo ‘torrente’ di castronerie procuri un automatica dimostrazione a contraris dell’evidente stupidità maschile, o almeno di un ‘certo’ maschile, che ancora ai giorni nostri, purtroppo, poggia la propria identità sull’idea della assoluta superiorità rispetto all’altra metà del cielo. Lo spettacolo è magistralmente arricchito da canzoni che continuano il discorso, smascherandolo e ribaltandolo, contribuendo a quella sensazione di stream of consciousness che trasforma il tutto in un racconto teatrale dove non c’è soluzione di continuità tra parola, musica e sberleffo e ne accentua la urgente attualità. A contribuire in maniera corposa ed elegante a questo melange, c’è accanto alla protagonista, un bravissimo Cristian Ruiz, musicista di vaglio, qui intelligentemente prestato al teatro. Le sue improvvisazioni vocali, gli effetti musicali ‘strappati’ solo con le mani, i suoi ghigni meravigliosamente sciocchi e assolutamente astratti, fanno da contrappunto maschile ad una sorta di emissione vocale sempre potente, rigorosa e controllata di Veronica Pivetti, che raggiunge l’apice nella ‘Ballata della schiavitù sessuale’ interpretata in maniera magistrale! Insomma uno spettacolo di assoluta godibilità, divertente e nel contempo capace di commuovere, da cui si esce sicuramente arricchiti, in altre parole imperdibile, soprattutto per noi maschietti a memento delle risibili storture inanellate dalla vecchia cultura patriarcale, la cui catena speriamo di spezzare definitivamente. Ah?! forse una ‘ciliegina’ mancava all’appello, la frase pronunciata dal Magnifico Rettore Agostino Gemelli in un discorso inaugurale dell’Università Cattolica: “ …la vita della donna è caratterizzata da una successione di stati fisiologici al limite del patologico…” ma erano gli anni trenta! Ora tutto è cambiato… o no?


Veronica Pivetti in “L’inferiorità mentale della donna” di Giovanna Gra
liberamente ispirato al testo di Paul Julius Moebius
regia Gra&Mramor 
con Cristian Ruiz
colonna sonora e arrangiamenti Alessandro Nidi
costumi Nicolao Atelier Venezia
luci Eva Bruno
assistente regia Carlotta Rondana
prodotto da Artisti Associati


mail: pinoammendola@womenlife.it