ATTO DI GIUSTIZIA

di Anna Maria Pierdomenico


Titolo: Atto di Giustizia

Autore: Angelo Marenzana

Anno: 2026

Ci sono romanzi polizieschi che puntano tutto sul colpo di scena e altri che scelgono una strada diversa, più paziente: costruire un mondo prima ancora di costruire un delitto. Atto di giustizia di Angelo Marenzana appartiene senza dubbio a questa seconda categoria. Fin dalle prime pagine è evidente che il vero protagonista non è soltanto l’indagine, ma l’Italia del 1947, un Paese appena uscito dalla guerra che prova a ricostruire sé stesso mentre porta ancora addosso le ferite del conflitto.

Tutto prende avvio da un omicidio apparentemente inspiegabile. In una calda notte dell’agosto 1947, un uomo viene trovato morto in una strada poco frequentata di Alessandria. La vittima sembra non appartenere a quel quartiere e i pochi indizi raccolti sulla scena del crimine aprono interrogativi che si fanno via via più complessi. A occuparsi del caso è il commissario Emiliano Montero, chiamato a ricostruire l’identità dell’uomo e a capire perché qualcuno abbia deciso di eliminarlo. Quella che inizialmente sembra un’indagine come tante si trasforma presto in un percorso che affonda le radici negli anni della guerra, riportando alla luce vecchi legami, segreti e conti rimasti in sospeso in un’Italia che cerca di lasciarsi il passato alle spalle senza esserci ancora riuscita.

L’omicidio che apre il romanzo è il punto di partenza di una vicenda che si muove tra le strade di Alessandria, una città restituita al lettore con grande attenzione ai particolari. L’ambientazione non fa da semplice sfondo, ma diventa parte integrante della narrazione. I luoghi, i dialetti, le abitudini quotidiane, le tensioni politiche e sociali del dopoguerra contribuiscono a creare un’atmosfera credibile, frutto di un evidente lavoro di ricerca storica che non appesantisce mai il racconto, ma lo rende più solido.

Il commissario Emiliano Montero è un protagonista lontano dagli stereotipi dell’investigatore infallibile. È un uomo riflessivo, appassionato di musica jazz, incline all’introspezione e capace di osservare il mondo con uno sguardo più umano che burocratico. Le sue indagini non si limitano alla ricerca del colpevole, ma diventano un modo per interrogarsi sulle persone, sulle conseguenze della guerra e sul peso che il passato continua ad avere nelle vite di chi è sopravvissuto.

Uno degli aspetti più riusciti del romanzo è proprio l’equilibrio tra la componente investigativa e quella storica. Marenzana evita di trasformare il libro in un semplice giallo d’azione, preferendo dare spazio ai personaggi, ai dialoghi e alle sfumature psicologiche. È una scelta che premia il lettore, perché rende ogni figura credibile e ogni tassello dell’indagine parte di un quadro più ampio.

Anche la scrittura contribuisce a questa impressione. Il linguaggio è ricco senza risultare artificioso e alterna descrizioni evocative a dialoghi naturali, nei quali trovano spazio anche le inflessioni dialettali, utilizzate con misura per restituire autenticità ai personaggi e al contesto. Si percepisce la volontà di raccontare un’epoca, non soltanto un crimine.

In definitiva, Atto di giustizia è un romanzo che unisce noir, ricostruzione storica e attenzione alla dimensione umana dei suoi protagonisti. È una lettura che privilegia l’atmosfera alla frenesia, la profondità dei personaggi ai facili effetti di scena, e dimostra come il genere poliziesco possa diventare anche uno strumento per raccontare un momento complesso della storia italiana. Per chi ama i gialli ambientati nel passato e le storie in cui l’indagine è anche un viaggio dentro un’epoca, il romanzo di Angelo Marenzana rappresenta una lettura capace di lasciare il segno.


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