LEGGERE LOLITA A TEHERAN

di Elisabetta Marini


Libro di grande attualità, seppur pubblicato nel 2003, da leggere in questo momento storico in cui la linea di difesa scelta dalla Repubblica Islamica dell’Iran interferisce con la vita economica e politica di tutto il mondo.

Per definire sinteticamente questa opera sceglierei gli aggettivi: poderosa, ricca, complessa. La sua lettura, infatti, richiede attenzione e concentrazione. Non ci sono attimi di relax – nonostante la scrittura di Azar Nafisi sia lineare, semplice, scorrevole – perché ogni pagina è piena di informazioni o di considerazioni che richiedono la partecipazione attiva del lettore.

La complessità dell’opera deriva dalla sua articolazione in tre prospettive ben definite che si sviluppano autonomamente, pur essendo complementari e interdipendenti.

Non sto parlando di probabili chiavi di lettura che ogni lettore, in base alla propria sensibilità ed esperienza, individua nello scritto, ma di veri “argomenti” basilari che si alternano o, a volte, si fondono: lo storico, il letterario e il romanzesco.

La parte storica del libro è accurata, contestualizzata con date e eventi significativi. E’ ricca di dettagli e aiuta il lettore a capire come sia evoluto il regime dei Guardiani di Dio, un regime teocratico con a capo la guida suprema l’ayatollah Khomeini nei 18 anni, dal 1979 al 1997, in cui l’autrice visse in Iran. Ma soprattutto ci spiega come in pochi anni questo regime sia riuscito a riportare la neonata Repubblica Islamica dell’Iran indietro nel tempo sia nella morale che nella cultura. Sia riuscita a far regredire al Medioevo la civiltà di un popolo che fino a pochi anni prima, al tempo dello scià Reza Pahlavi, era fiorita e progredita, seppur nella disuguaglianza e nella corruzione, a livelli occidentali.

Gli Stati Uniti e l’Occidente diventano per gli integralisti “Il grande Satana” e tutto ciò che lo rappresenta è definito “decadente”. E tanto più avanza la loro dittatura morale tanto più arretra la libertà e il rispetto dei diritti di tutti, ma soprattutto delle donne.

Non mi dilungo su questo orrore che tutti conosciamo. Mi preme sottolineare invece l’arricchimento culturale – per la precisione con cui la storia recente dell’Iran viene narrata e il palpabile coinvolgimento emotivo per la tristissima e claustrofobica posizione delle donne – che il lettore trae dal libro.

La parte letteraria è dettagliata, anche essa molto arricchente. Come la Nafisi ci confesserà il resoconto delle lezioni tenute sia pubblicamente all’università Allameh che poi clandestinamente nella sua abitazione alle 7 studentesse da lei selezionate, è la loro integrale trascrizione fatta da una di esse.

Nella divisione del libro in 4 capitoli, ognuno dedicato a un autore occidentale, domina il flusso del percorso letterario. Si inizia con Nabokov, autore molto amato e studiato dalla Nafisi, con l’analisi di Lolita e di altre opere. Nel capitolo successivo le lezioni vertono su F.S. Fritzgerald e il suo Grande Gatsby, personaggio molto inviso al regime in quanto archetipo del “grande Satana” occidentale per la superficialità dei pensieri, l’amoralità dei costumi, il culto per l’alcol e per il denaro, la menzogna elevata a sistema. Seguono “Daisy Miller” di Henry James e Jane Austen con “Orgoglio e Pregiudizio”. Opere in cui l’immedesimazione delle giovani iraniane con le due eroine, condizionate come loro dalle convenzioni sociali e dai tempi, è totale.

Infine parliamo della parte romanzata. Qui il libro diventa quasi un’autobiografia, una sorta di diario che fa vivere al lettore le difficoltà – collegate alle leggi restrittive sulla libertà e sui diritti della persona – che le povere studentesse e la Nafisi vissero personalmente. E’ proprio in questa parte che abbiamo la prova di quanto grande sia l’osmosi tra le 3 prospettive di cui si è detto.

Qui, nei pensieri, nelle azioni, nelle reazioni delle giovani donne percepiamo gli strettissimi legami che esistono tra la storia e la letteratura, che aiuta le giovani a evadere mentalmente dai legami terreni per proiettarsi in un mondo ideale e immaginifico. Le diverse scelte di vita fatte dalle 7 ragazze, quando da bruchi, attraverso la fantasia e la lettura si trasformeranno in farfalle, mostrano concretamente l’indipendenza e la maturità da esse raggiunta.

Prima di concludere una riflessione sul titolo. Perché di tante opere messe al bando dai Guardiani di Dio tramite il “censore cieco” (un ossimoro che indurrebbe al sorriso, se non fosse la realtà!) la Nafisi sceglie proprio “Lolita”?

Forse voleva sottolineare che ciò che faceva gridare allo scandalo in Occidente, vale a dire la violenza sessuale di un adulto su una dodicenne, veniva sancito per legge in Iran dai Guardiani di Dio, con l’abbassamento a 9 anni del limite di età per le spose come regolamenta la sharia? Forse voleva evidenziare come anche in civiltà contrapposte le donne rischiano sempre gli stessi abusi? O al contrario, terza ipotesi, Lolita è la metafora dell’Iran post Scià, abusato nella sua giovinezza, violato in ogni speranza?


SCELTI PER TE

Vite nell’oro e nel blu, di Andrea Pomella, Einaudi, 380 pagine, pubblicato nel 2025.

Andrea Pomella, come ci spiega diligentemente nelle note dell’autore, ci offre “un romanzo biografico, non una biografia” vale a dire la narrazione dei fatti rilevanti che hanno modellato la vita dei 4 principali pittori del gruppo di Piazza del Popolo e non la trascrizione fedele di questi fatti.

Racconta in contemporanea le intense vite di Mario Schifano, Franco Angeli, Tano Festa e suo fratello Francesco Lo Savio, che hanno giganteggiato nell’arte, nella cultura, nelle cronache politiche e mondane di Roma tra gli anni 60 e 80 del secolo scorso.

Figli del popolo, comunisti dichiarati, frequentavano non solo tutto il mondo culturale romano (Guttuso, Moravia, Pasolini…) ma anche quello mondano con un particolare apprezzamento per la nobiltà (Ruspoli, Lancellotti…) e la ricchezza (Agnelli). Ma le loro furono vite da sbandati. Creavano e distruggevano ogni cosa: affetti, sentimenti, posizioni sociali, fama, reputazione, sé stessi. Vivevano di eccessi sperperando denaro, abusando di droghe, finendo in carcere, all’ospedale, trovando compromessi con i malviventi che inondavano il mercato con i loro falsi.

La lettura, fluida con qualche dialogo, è comunque complessa da seguire. Tanti sono gli anni affrontati (dalla prima infanzia alla morte); tanti sono gli eventi narrati; tanti sono i personaggi che gravitano intorno ai pittori. Pomella generosamente aiuta il lettore a seguire la rotta indicando in testata di ogni capitolo la data e i luoghi in cui quei fatti avvennero.   

Intermezzo, di Sally Rooney, Einaudi editore, 432 pagine, pubblicato nel 2024.

Tutto in questo libro è doppio. Ad iniziare dal titolo che può essere interpretato come lo spazio temporale necessario ai due fratelli, Peter e Ivan, per superare i dissidi sorti tra loro alla morte del padre, un po’ per superficialità un po’ per puro egoismo. Oppure si può far risalire a una difficile mossa degli scacchi, in cui il giovane Ivan eccelle, gioco ampiamente trattato nel libro.

Doppi sono anche i personaggi con i loro pregi ma anche con tanti lati oscuri che emergono nel corso del racconto.

Anche la scrittura è doppia: caotica, veloce come il pensiero, fatta di brevissime frasi frammezzate da sollecitazioni esterne che interrompono il suo fluire – un forte richiamo al “flusso di coscienza” di Joyce – nei capitoli dedicati a Peter, avvocato di successo con una vita difficile e tormentata divisa tra due donne – una l’opposto dell’altra – che ama perdutamente. Fluente e scorrevole nei capitoli dedicati a Ivan, giovane scacchista di fama con mente matematica, rigorosa, tetragona, e uno stile tutto personale che lo rende quasi un nerd con difficoltà di relazione con gli altri.

La Rooney, scrittrice da record di vendite – nonostante la giovanissima età è affermatissima e amatissima, a ragione, dai suoi giovani lettori – ci regala l’ennesimo best seller in cui, a volo d’uccello, fornisce una panoramica di tutte le problematiche lavorative, caratteriali, sociali, affettive che la sua generazione di trentenni si trova ad affrontare quotidianamente.


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