PERCHÉ VEDERE IL GEM – 6 GIORNI IN EGITTO

di Aurelia Cantuti Castelveteri


Una meta imprescindibile e iconica del 2026 – e del futuro – è la visita al GEM, Grand Egyptian Museum, il nuovo museo egizio del Cairo.

In una lodevole politica di internazionalizzazione dell’immagine dell’Egitto quale meta turistica culturale di primo livello, il governo egiziano più di 30 anni fa – perché il lancio del progetto risale al 1992 – decise di costruire nell’area delle piramidi di Giza accanto alla città del Cairo,  un nuovo grande museo moderno e perciò spettacolare, in sostituzione del vecchio museo progettato dai francesi nei primi del ‘900, che raccogliesse i capolavori dell’arte dell’epoca faraonica e li presentasse al mondo in una cornice adeguata alla loro eccezionalità.

Probabilmente si ritenne più utile creare un’unica area archeologica dove i visitatori potessero trovare ed ammirare tali capolavori in un sito che non solo li valorizzasse ma replicasse la maestosità della visione della vita e della morte di epoca faraonica.

Il progetto del GEM realizzato dallo studio dublinese Heneghan Peng Architects, si focalizza sulla figura del triangolo, figura geometrica delle piramidi, e da esso ha sviluppato un grandioso edificio di quasi 40.000 mt espositivi riunendo 100.000 reperti che vanno dal periodo predinastico all’epoca copta, 4.000 anni di storia! In una splendida sala ispirata al mare, è stata collocata la Barca Solare di Cheope.

Al di là dei giudizi personali, definirei il museo splendido, stupefacente e impressionante con la sua enorme hall nella quale è collocata la statua di Ramses II alta 12 mt.

Il GEM è il più grande museo al mondo dedicato ad un’unica civiltà. La sola galleria dedicata a Tut Ank Amon raccoglie i 5.500 reperti del tesoro esposti in grandi teche in vetro che ne esaltano la preziosità e la magia.

Il GEM di trova accanto alle piramidi e alla sfinge di Giza, con la maestosa piramide di Cheope una delle sette meraviglie del mondo. Questo altopiano desertico ospita le necropoli reali dei tre faraoni della IV dinastia.

Il Cairo è una metropoli immensa e congestionata, i cui edifici sono coperti dalla finissima sabbia del deserto ma offre dei tesori che valgono il viaggio.

Innanzitutto una visita allo storico museo di piazza El-Tahrir prima andare in quello nuovo. Sono varie le ragioni che mi spingono a consigliarlo a cominciare dal palazzo. Progettato dai francesi per presentare al meglio il frutto dei primi scavi ottocenteschi, spicca per la sua armonia con il suo bel colore rosso in mezzo ad una città che definire caotica è poco. E nonostante molti tra i più importanti pezzi siano stati trasferiti al GEM, rimane comunque ricchissimo di reperti archeologici di straordinaria qualità e bellezza. E poi il fascino un po’ polveroso ma sontuoso è rimasto intatto.

Nel pomeriggio visita al Cairo islamico il quartiere simbolo delle grandi dinastie musulmane, all’epoca dei califfati e dei pascià. Riservate il tempo per un giro di almeno un’ora e mezza al Bazar Khan el Khalili attivo dal XIV sec. situato nell’area sito UNESCO “Cairo storica” accanto alla moschea Amr ibn al-As, la prima e la più grande costruita nel continente africano, per immergersi nei colori, odori e vivacità della vita cairota. Tra le centinaia di piccoli negozi perlopiù di merce turistica, è divertente scovare oggetti interessanti, di buona fattura e convenienti. Per una sosta il ristorante Naguib Mahfouz Café, buon cibo e un ambiente classico da old Cairo o al café Fishawi con una sala di grandi specchi.

Se si ha ancora tempo, una visita alla fortezza crociata del Saladino e alla moschea che domina la città.

Partendo dal Cairo per arrivare ad Alessandria a 30 km da Giza la necropoli di Saqqara la più grande e antica dell’Egitto. Ospita monumenti che abbracciano più di 40 secoli. Il complesso funerario di Djoser con la Piramide a gradoni del 2.700 a.c. antenata delle piramidi di Giza. Sorprendente è il Serapeum, suggestivo tempio funerario per tori sacri del culto di Apis con i suoi enormi sarcofaghi da 70 tonnellate.

Partenza per Alessandria sulla costa nord.  Lungo la strada ci si può fermare a Wadi El Natroun, una delle regioni di riferimento per la religione cristiana e visitare il monastero copto di San Bishoy i cui primi insediamenti risalgono al III sec.d.c.

Alessandria è una città dal grandioso passato intellettuale e culturale del quale però ben poco è rimasto. Il lungo mare di quasi 20 km. è un susseguirsi di caffè e ristoranti, ma la città ha alcuni gioielli che valgono il viaggio come la nuova Biblioteca Alexandrina, realizzata nel 2002 dallo studio norvegese Snohetta. Il design iconico presenta una forma cilindrica inclinata verso il Mediterraneo rivestita di granito con grafemi di 120 alfabeti.

Il nuovissimo museo greco romano, che raccoglie le opere più rappresentative dall’epoca tolemaica alle prime cappelle copte. È una testimonianza della commistione di culture romana, greca, egizia, bizantina, copta che caratterizzava la città.

Ultima imperdibile meta è il Wadi El Hitan, raggiungibile solo con auto 4×4 a circa 65 km dalla città di Fayyum. Chiamata valle delle balene, è un sito paleontologico UNESCO, che ospita centinaia di fossili di Archeoceti risalenti a 40 milioni di anni fa che testimoniano l’evoluzione delle balene da animali terrestri a marini in un ambiente desertico che dire suggestivo e affascinante è poco! La valle è stata scavata da un fiume antico oggi secco, circondata da dune, colline calcaree di una bellezza primordiale. La zona un tempo sommersa dal mare di Tetide con lagune e spiagge che hanno lasciato formazioni geologiche che contengono fossili di animali preistorici marini come coccodrilli, squali, tartarughe e impressionanti rocce formate da fossili di radici di mangrovie ancora perfettamente visibili.

L’Egitto in conclusione resta una delle mete turistiche più ricche e affascinanti tra i paesi che si affacciano sul Mediterraneo. Condivide con noi sia parte della nostra storia che la geografia. Ora che c’è il GEM è davvero una meta imperdibile.


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