PRO E CONTRO DELLO YOGA ONLINE

di Anna Michela Borracci


Quanto è importante il digitale nel mondo dello Yoga?

La tecnologia moderna ci dà la possibilità, attraverso un’infinità di App, di piattaforme e l’AI, di portare la pratica sempre con noi. Tuttavia, per agire profondamente, lo yoga ha bisogno di “presenza”, una connessione che definirei calda.

Più la nostra vita si sposta su un piano digitale e virtuale, più emerge un’assenza che la tecnologia, per sua natura, non può colmare. Si tratta proprio della mancanza di quell’aura di carisma, invisibile ma perfettamente percepibile, che emana solo direttamente dagli esseri viventi. E quando ci sembra che non ci sia alcuna differenza tra il reale e ciò che appare in uno schermo è un bel campanello di allarme a cui dovremmo prestare attenzione. È segno di uno straniamento che si sta radicando in noi e che, per quanto comodo, ci lascia soli e inermi.

L’essere umano ha bisogno di muoversi e di interagire, in carne e ossa, senza perdere la sua concentrazione all’inseguimento di una forma.

Certo è innegabile che la rete offra dei vantaggi. Attraverso corsi online, superiamo le barriere geografiche, abbiamo la libertà di decidere quando praticare, adattando le sessioni ai ritmi della nostra vita moderna. Ma è come fare un viaggio o guardare un documentario.

L’esperienza diretta non potrà mai essere sostituita dalla semplice visione, per quanto emozionante e ben fatta possa apparire.

Nello yoga, la presenza fisica ci permette di arricchire la nostra pratica con una reale esperienza sensoriale, di essere veramente osservati e di ricevere dalla voce viva dell’insegnante le conoscenze e i consigli più adatti a noi per muovere in sicurezza il corpo, la mente e il respiro, nel rispetto della nostra unicità posturale/comportamentale. Cosa che attraverso un video, soprattutto se registrato, è impossibile.

Sebbene la pratica online produca anch’essa alcuni risultati, la mancanza di contatto fisico ci porta fuori dal concetto di yoga. La tecnologia, come affermava Marshall McLuhan, non è uno strumento neutrale. È un’estensione creata dall’uomo che finisce per modellare la nostra mente e i nostri sensi. Così, anche nello yoga online, essa introduce un mutamento di scala e di ritmo che finisce per stravolgere il senso della pratica. L’iperconnessione si ribalta in isolamento. 

L’ho sperimentato io stessa. Durante il covid, la rete da una parte mi ha permesso di rimanere connessa al mondo e di scoprire nuove scuole internazionali. Ma di fatto ero chiusa dietro alla mia telecamera, sola, affacciata a una finestra. Ma allora non avevo scelta. Delle lezioni online, comunque, è rimasto ben poco, mentre ricordo benissimo le pratiche che svolgevo in giardino seguendo la mia voce interiore.  

In una pratica come lo Yoga, la relazione allievo insegnante, l’interazione sociale, la sincronia del gruppo sono insostituibili e agiscono come un moltiplicatore. Aiutando ad aumentare il livello vitalistico, la soddisfazione emotiva e a ridurre efficacemente tutti i sintomi dello stress legati alla vita moderna.

Se la tecnologia ci bombarda di stimoli costanti, la dimensione dello yoga ci offre uno spazio di silenzio in cui ritrovare noi stessi. Se gli algoritmi ci proiettano nell’iperattività, nel prossimo video o nella prossima notifica, lo yoga ci fa scoprire il qui e ora, il presente, l’unica dimensione in cui esiste il vero fare, l’esperienza reale. La tecnologia ci rende più veloci, lo yoga ci restituisce alla nostra umanità e ci fa apprezzare la lentezza e la gravità come componenti essenziali della vita.

Nel mondo globale le relazioni sembrano estendersi all’infinito, ma non sono come le radici di un bosco. Prendono percorsi dettati dalle nostre profilazioni, basate su scelte di acquisto, comportamenti, interessi, o abitudini, chiudendoci via via in una gabbia dorata e non facendoci mai realmente incontrare. Con lo yoga, invece, riscopriamo l’anima che ci tiene legati gli uni agli altri, dando un senso profondo alle nostre vite e luce al potere di autoguarigione che solo una relazione radicata nella realtà può dare. Attraverso la presenza. Come è vero che un bambino ha bisogno di un vero abbraccio.


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