CONSIGLI ANTI-STRESS

di Giulia Chiodini


Stiamo vivendo un periodo di profonda instabilità geopolitica, con il Medio Oriente al centro di una crisi che coinvolge direttamente Iran, Israele e gli Stati Uniti ma con impatti significativi a livello mondiale. E mentre la comunità internazionale è impegnata ad evitare un’ulteriore espansione del conflitto, “queste notizie -rivela la psicoterapeuta Paola Mosini- scuotono la nostra mente che prova ansia, paura e senso di impotenza”. E per mantenere il nostro equilibrio psicologico e distrarci dalla sovraesposizione mediatica è necessario trovare piccoli momenti di svago, di leggerezza, magari anche attraverso uno sguardo alle ultime novità in fatto di moda, interior design, hair style e trucco.

E allora iniziamo con la tendenza all’estetica del dramma d’epoca che è in continua forte crescita. “La moda “Regency” si ispira a serie e film trasmessi da cinema e tv. Da Bridgerton a Cime Tempestose tratto dal romanzo di Emily Bronte e campione di incassi al botteghino, mentre la prossima miniserie tv Orgoglio e pregiudizio ispirato all’opera narrativadella scrittrice inglese Jane Austen, promette altrettanto bene. E’il trionfo dell’epoca Regency, (1811-1820, reggenza del principe di Galles), con l’alta società impegnata nella vita mondana, fra balli, cene e passeggiate londinesi a Hide Park e il debutto in società di giovani donne che sfociava in matrimoni combinati, pur di garantire la stabilità economica e sociale delle famiglie”.

E il mercato l’ha subito intercettato questo trend, unendo l’eleganza storica al design contemporaneo. Sulle passerelle trionfa il corsetto riproposto in chiave moderna dai grandi stilisti, da Giorgio Armani a Scervino, ma anche sui social le immagini di “street style” promuovono ilcorsetto che viene portato sui jeans o con la camicia sotto. “Anche i profumi si adeguano al period drama, da Dior Beauty che ha ingaggiato l’attrice di Bridgerton Florence Hunt come nuova ambasciatrice del marchio a Floral Street che ha lanciato una nuova eau de parfum floreale. Invece Dove ha creato una linea di prodotti per il corpo dedicata alla serie tv, con confezioni ispirate all’epoca. E nei negozi di accessori spopolano le pochette a sacchetto con coulisse.”

Anche le tendenze beauty si adeguano al momento e allora sì ad acconciature gotiche con onde mosse, smokey eyes effetto sfocato, labbra lucide e smalti color nero. “E’la tendenza ‘Moor-core“, da moor brughiera, che fonde romanticismo oscuro ed eleganza storica, ispirandosi ai paesaggi brulli e ventosi dello Yorkshire e allo stile georgiano/vittoriano. Un look che sta seducendo la generazione Z e i Millenials”. Infatti, per il rapporto annuale di tendenze future Pinterest Predicts, il “vamp romantic” è la tendenza dominante per il 2026 e le ricerche on web sul tema”trucco romantico dark, sono aumentate del 160% mentre quelle su “bellezza da vampiro” del 90%.”

E dalle atmosfere cupe del period drama passiamo ai trend nel lifestyle.  Secondo recenti studi, sempre più persone soffrono di ansia digitale dovuta allo stato di connessione permanente. “Smartphone, social network, chat di lavoro e piattaforme digitali hanno ampliato le possibilità di  comunicazione e accesso alle informazioni, provocando però, un senso di sovraccarico costante.” Il confine tra tempo personale e tempo online è andato sempre piu assottogliandosi, provocando una spinta continua a restare connessi, aggiornati e sempre disponibili. Recentemente la NordPass, un gestore di password moderno sviluppato da Nord Security ha condotto un sondaggio a livello nazionale, per capire quante persone soffrano di questo disturbo e quali siano le cause. Si è scoperto che la maggior parte degli utenti di internet, il 77%, soffre di stress digitale scatenato spesso da errori informatici, con 1 persona su 6 che va nel panico dopo aver fatto oltre 10 “sbagli” sui computer o device. Il 17% degli adolescenti (età media 15 anni), soffre di ansia o nervosismo quando si separano dallo smartphone, mentre il 32% degli italiani si sente invece più isolato dopo averne fatto uso. “Social media e uso intensivo di schermi-secondo la ricerca- causano poi anche l’ansia sociale da esclusione la “Fomo, Fear of missing out”, (paura di essere tagliati fuori), il timore di perdersi eventi o info che altri stanno vivendo navigando su internet ed è diffusa soprattutto fra i giovani, provocando anche disturbi del sonno.”

“Notifiche, like e aggiornamenti in tempo reale creano un ciclo di attenzione che può diventare difficile da interrompere.” E allora quali sono le strategie concrete per ritrovare equilibrio senza uscire dalla rete? Una delle strategie più efficaci consiste nel limitare le notifiche non essenziali, stabilire cioè momenti specifici per controllare email e messaggi. Creare pause senza dispositivi, soprattutto prima di dormire, agevolando il recupero mentale. Anche pianificare orari di lavoro ben definiti contribuisce a separare il tempo dedicato al lavoro dal tempo libero. Molti dispositivi poi offrono funzioni di monitoraggio del tempo di utilizzo e modalità di concentrazione permettendo così di stabilire dei limiti e ricevere notifiche quando si superano le regole d’uso.”

Dallo stress digitale passiamo a quello provocato dal contesto urbano fra traffico, impegni di lavoro, notifiche continue e spazi affollati. Come fuggire da questo continuo lavorio? Le ultime tendenze di lifestyle, rilevano che si puo’ trovare giovamento con la pratica di “mindfulness”, dall’inglese “consapevolezza”, una forma di meditazione che si concentra sul momento presente senza rimuginare nel passato o preoccuparsi per il futuro. Derivata da tradizioni buddiste e introdotta in occidente da Jon Kabat-Zinn, mira a gestire lo stress, le emozioni e il dolore fisico. Dalla tradizione contemplativa, questa pratica è oggi al centro di numerosi studi in ambito psicologico e neuroscientifico.

 La mindfulness urbana si può praticare passeggiando, in metropolitana o nei momenti di stop dal lavoro, creando così dei micro-spazi all’interno del tran tran quotidiano, rallentando i nostri pensieri, “concentrandoci sul respiro o prestando attenzione ai passi, al contatto con il suolo, allentando così la tensione.” Parchi, giardini e aree verdi rappresentano luoghi privilegiati per praticare mindfulness in città. “Sedersi in un parco e osservare consapevolmente suoni e colori favorisce una sensazione di equililbrio e alcune amministrazioni locali promuovono programmi di consapevolezza in scuole e luoghi di lavoro”.

Ed ora proviamo a rilassarci ma non troppo… con un’altra tendenza assai salutare: l’ascesa del decaffeinato nel rito del caffè. “Secondo l’indagine SWOA (Social Web Opinion Analysis) condotta da Nescafé Dolce Gusto su un campione di 1.200 utenti web tra i 20 e i 50 anni, oltre 8 italiani su 10 (82%) dichiarano di alternare il caffè tradizionale con il caffè decaffeinato almeno una volta al giorno. Per il 73% degli intervistati, il decaffeinato rappresenta una scelta coerente con il proprio stile di vita, mentre il 59% lo considera un’opzione moderna e intelligente, mentre il 44% lo definisce un caffè “completo” a cui non manca nulla rispetto all’originale in termini di gusto e soddisfazione.” In questi anni ci si è sbizzariti a trovare varianti al solito caffè, fra espresso, macchiato, cappuccino e mocaccino e anche il suo consumo non è piu’ legato al mattino ma è distribuito in tutta la giornata. Secondo il Global Growth Insights nel 2025 il mercato del chicco marrone è stato valutato quasi 2,7 miliardi di dollari e pare che sfiorerà i 3 miliardi nel corso del 2026.

Un caffè si può gustare anche prima di un volo. Quindi per chi nonostante il periodo sia in procinto di prendere un aereo per raggiungere mete lontane, vi diamo alcuni suggerimenti da parte di alcuni esperti del settore, hostess e steward, intervistati dal portale web Aol.com.  Holly Hansen, hostess di volo della Southwest Airlines, ci da il primo consiglio. «Bere sempre acqua in bottiglia per essere al sicuro da batteri» come ha ammesso a Women’s Health, il periodico femminile di lifestyle negli Usa e ci consiglia “di saltare anche il caffè e il tè”. Se poi bere un bicchiere di acqua o una bibita dalle bottiglie aperte per tutti i passeggeri ci fa venire l’ansia da contagio di microbi, si puo’ sempre chiedere una bottiglietta o una lattina tutta per noi.

Gli assistenti di volo non amano mangiare in aeroporto e consigliano «per trovare immediatamente il meglio del meglio, di “googlare” il nome della città più “Food Network” e per gli spuntini  ammesso che l’aeroporto sia  “il luogo preferito dagli amanti dello snack”,  si possono trovare anche alcune “merendine salutari” da consumare in aereo tipo noci, noccioline, cioccolato fondente.Gli assistenti di volo sono i più soggetti a soffrire di jet lag, ma anche i primi ad aver trovato una soluzione. «Quando attraversiamo diversi fusi orari-racconta uno di loro- il jet lag può essere brutale. Ho trovato un integratore omeopatico che funziona per me, si chiama No Jet Lag ma in commercio ce ne sono diversi».

La paura di volare può essere davvero paralizzante e chi scrive lo sa molto bene… ma esistono tecniche di visualizzazione utilizzate da alcuni stewards e hostess di volo che possono aiutarci a gestirla.   «Immagina di essere su una barca. Ci sono le onde e la barca oscilla su e giù- afferma la Hansen- gli aeroplani si comportano più o meno allo stesso modo, cavalcando onde d’aria invisibili». Molto suggestivo questo suggerimento e passiamo al guardaroba in the air che deve essere oprattutto comodo specie nei voli intercontinentali ma, secondo lo stewart Joe Alvarado-De Palma «se ti vesti in modo composto e professionale è più probabile che tu possa essere spostato alla prima classe o alla business gratuitamente!».

Per le fonti si ringraziano: Ansa lifestyle, Pinterest Predicts 2026, Monica Monnis, Portale web di Aol.com, sito web Thrillist, Ambra Orlandi Timemagazine.it, Alessandra Magliaro curatrice di Ansa Lifestyle, Nordpass.com della Nord Security, Global Growth Insights, SWOA (Social Web Opinion Analysis), la piattaforma Fresha,Fanpage.it


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