UN EUROPA CON UNA GRANDE TESTA E UN CORPO MICROSCOPICO TANTO DA SEMBRARE UN NANO IPOFISARIO

di Alessandro Servoli


Nel marasma generale che la situazione mondiale ha creato con tutte le anomalie di risultati non raggiunti e di destabilizzazione di equilibri che per quanto fragili erano comunque un compromesso stabilizzato, l’Europa, unico possibile faro di riferimento democratico, resta un nano ipofisario nel contesto internazionale.

Viene spontaneo chiedersi oggi perché a dieci anni dalla Brexit il popolo inglese che si trova in una situazione interna grave, molto grave economicamente e con un alto tasso di disoccupazione, abbia iniziato a rimettersi in moto per rientrare nel contesto europeo abbandonato con tanta protervia dalla destra di allora,sostenuta dalla ignoranza del populismo di sinistra.

Questo può essere interpretato positivamente e può e deve essere un monito per tutti coloro, destri o sinistri di molti Stati che ancora predicano la disintegrazione del processo storico più grande degli ultimi secoli.

C’è la possibilità, a monte di questa incompleta unificazione, ultima causa di questa rallentata capacità di reazione, malgrado le infinite potenzialità a disposizione, di poter invertire la sua posizione nel contesto mondiale ?

Questo incerto e lento cammino della storia, letto e valutato da illustri economisti e politici lo si può ritrovare nella incompleta realizzazione della triade costitutiva di uno Stato.

I tre poteri sono simboleggiati dalla spada , dalla moneta e dall’imposta.

In questi settant’anni e’ riuscita, direi fino alla esasperazione, a governare le regole alimentari,ha permesso a milioni di giovani di coagularsi tra loro giovando molto al loro sviluppo sociale e culturale.

Ha realizzato una moneta unica dando stabilità anche in momenti difficili ma non ha dato una politica economica e fiscale unificata.

Non ha,forse per una radicata devianza nazionalista, prodotto un unico esercito pur avendo la possibilità di mettere insieme gli alti livelli tecnologici delle distinte nazioni per creare una mini Nato che oggi, viste le intemperanze americane, avrebbe potuto essere l’ago della bilancia e il baluardo per le follie russe e medio orientali.

Ultima delle tre e’ il bilancio unico senza il quale non c’è una coesione interna, anzi, c’è una competizione molto poco comunitaria che è troppo spesso competitiva al punto di “ rubarsi” i grandi capitali.

Tutto ciò oltre a creare gravi danni interni la rende impotente di fronte alle competizioni economiche mondiali.

Questa nano economia dell’Europa Stato si aggira intorno all’uno per cento del reddito nazionale lordo e diventa il due per cento della spesa totale, lascia profondi dubbi sulle potenzialità.

Le ultime vicende, della pandemia e dei suoi risvolti economici e sociali , e del conflitto di oggi tra diversi fronti geopolitici l’hanno costretta a rivalutare il principio della coesione e di conseguenza, mancando di risorse economiche proprie, a ricorrere al debito pubblico che, ovviamente, produce debolezza.

Sono troppo vecchio per vedere un futuro migliore, concreto e stabile, comprendo che certi passaggi richiedano tempi lunghi, ma, di contro , ci sono troppe realtà che stanno emergendo ad una velocità tale da mettere seriamente in dubbio la realizzazione di questo sogno.


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