NAPOLI…ANCORA E SEMPRE

di Aurelia Cantuti Castelveteri


Napoli è una città che tutti amiamo e conosciamo bene ma io vorrei suggerirvi alcuni luoghi che non fanno parte degli itinerari canonici e famosi. Basta un weekend magari con un bel sole per goderseli.

Iniziamo da Villa Pignatelli. Una villa monumentale ottocentesca sulla Riviera di Chiaia. La struttura, con il suo parco, rappresenta uno dei più significativi esempi di architettura neoclassica della città. Al suo interno hanno sede il Museo Principe Diego Aragona Pignatelli Cortés e il Museo delle carrozze. Voluta nel 1826 dal baronetto Sir Ferdinand Richard Acton, figlio di John Francis Edward Acton, primo ministro di Ferdinando I. Alla sua morte nel 1841, la villa venne acquistata dalla famiglia di banchieri tedeschi Carl Mayer von Rothschild, che la abitarono fino al 1860. Nel 1867 la famiglia tedesca vide le proprie sorti legate a quella dei Borbone di Napoli, i quali furono allontanati dalla città a seguito dell’unità nazionale. Così la villa fu ceduta al principe Diego Pignatelli Aragona Cortés, duca di Monteleone. I Pignatelli furono nobili molto raffinati nei gusti tant’è che trasformarono il luogo in un punto d’incontro culturale tra intellettuali e alta aristocrazia napoletana ed europea. Il 10 settembre 1952 la principessa Rosina la lasciava allo Stato italiano.

Poi ci dirigiamo al Rione Sanità che ci offre ancora molte sorprese. Nato nel Seicento fuori le mura cittadine, sopra antiche necropoli greco-romane, di epoca ellenistica, fu scelto da importanti famiglie aristocratiche per edificare sontuose dimore, impreziosite da veri capolavori del barocco napoletano. Qui si trova l’Ipogeo dei Cristallini. Scoperto nel 1889 dal barone Giovanni di Donato durante degli scavi nel giardino del suo palazzo, l’ipogeo è rimasto inaccessibile al pubblico fino al 2022, quando è stato finalmente riaperto grazie a un attento restauro. È una testimonianza rara e straordinaria di pittura e architettura ellenistica. I quattro ambienti sotterranei dell’ipogeo rivelano ai visitatori un mondo ricco di decorazioni e raffinatissimi effettidi trompe-l’oeil, capaci di evocare ambienti e illusioni ottiche sorprendenti.

A piedi si raggiunge la magnifica Chiesa di San Giovanni a Carbonara, gioello dell’arte gotica e rinascimentale nel cuore di Napoli. All’interno si trova il maestoso sepolcro di Ladislao, una struttura scenografica alta 18 metri, e numerose cappelle gentilizie, tra cui la splendida Cappella Caracciolo del Sole, riccamente affrescata.

Il rione Sanità ci offre altri due luoghi l’Atelier Ines e la Fondazione Made in Cloister, che sono emblematici di come il Rione abbia saputo riappropriarsi con creatività e orgoglio della propria identità, trasformando la fragilità in forza.

L’Atelier Ines è un’oasi segreta di arte, design e ospitalità. Il palazzo che ospita l’Atelier venne costruito nel 1947 dal nonno di Annibale Oste, il piano terra fu trasformato negli anni ’80 nel laboratorio in cui Annibale modellava la materia in poesia tangibile. Ogni pezzo mobili, lampade, oggetti, installazioni porta con sé la memoria di mani che sapevano trasformare il metallo in emozione. Le creazioni di Annibale hanno viaggiato per il mondo, esponendo in musei, gallerie e collezioni private, e riflettono l’eleganza discreta e la passione per l’innovazione del design italiano del dopoguerra. Oggi è un boutique hotel con stanze una diversa dall’altra completamente arredate con mobili e oggetti disegnati dall’artista. Qui vi suggerisco di fermarvi e di prendervi un caffè nel giardino.

Il secondo posto è la Fondazione Made in Cloister, frutto di un restauro del chiostro cinquecentesco della Chiesa di Santa Caterina a Formiello, raro esempio del Rinascimento napoletano e di archeologia industriale ottocentesca. Con l’obbiettivio di recuperare il patrimonio artistico della comunità e stimolare l’interazione tra artisti internazionali e artigiani.

Il pomeriggio un luogo magico: il Museo dell’Archivio Storico del Banco di Napoli.

Nel cuore del centro antico, all’interno dello storico Palazzo Ricca in via dei Tribunali, si trova uno dei luoghi più affascinanti e meno conosciuti di Napoli: il Museo dell’Archivio Storico del Banco di Napoli. Nato con l’intento di valorizzare un patrimonio unico al mondo, il museo custodisce le memorie degli antichi banchi pubblici napoletani, raccolte in secoli di scritture contabili. Negli oltre ottanta chilometri di scaffalature, sono conservati diciassette milioni di nomi, centinaia di migliaia di transazioni e dettagliate causali di pagamento, che restituiscono uno straordinario

affresco della vita economica, sociale e umana di Napoli e del Mezzogiorno, dal 1573 a oggi. Ma con questa descrizione non riesco a comunicarvi la sapienza con cui è stato conservato l’archivio  che con l’aiuto di mezzi multimediali fa si che questi documenti ancora ci parlino e ci consentano di rivivere momenti palpitanti delle generazioni che ci hanno preceduto.

Il giorno dopo visita al Miglio d’Oro, un tratto di costa che si estende tra Napoli e Torre del Greco, ai piedi del Vesuvio, così chiamato per la straordinaria concentrazione di ville storiche che lì sono state edificate nel XVIII secolo dall’aristocrazia e dall’alta borghesia napoletana. Dimore sontuose immerse nel verde, affacciate sul mare e protette dal vulcano. Il Miglio d’Oro è un esempio unico di arte, architettura e paesaggio fusi insieme.

Qui è anche la Reggia di Portici. Il sito fu scelto nel 1738 come residenza estiva da Carlo e dalla moglie Maria Amalia di Sassonia, e sarebbe poi diventato, per la vicinanza ad Ercolano, il primo deposito dei ritrovamenti di quei primi scavi che furono luogo di sperimentazione di tecniche di una scienza nuova: l’archeologia.

Purtroppo quasi tutte le ville sono state in parte demolite ma Villa Giulia nel quartiere orientale di Barra, è un gioiello rimasto intatto, la famiglia proprietaria della villa ancora la abita. I giardini hanno delle specie arboree rarissime che ancora oggi fioriscono abbondanti. Per visitarla bisogna rivolgersi alla Fondazione Ente Ville Vesuviane villevesuviane.net o partecipare ad eventi specifici o visite organizzate da tour operator locali.

Spero con questa chiacchierata di avervi risvegliato qualche curiosità e voglia di godere ancora della bellezza di Napoli.


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