LE CALZATURE DALLA PREISTORIA AL ROCOCÓ

di Cinzia Gordiani


Fin dalla preistoria le calzature hanno avuto la funzione di salvaguardare i piedi, i Sandali venivano indossati nelle regioni calde, mentre in quelle fredde si usavano manufatti di pelli e pellicce .

Le prime scarpe chiuse furono rinvenute in Armenia e stimate come risalenti al 3.500 avanti Cristo.

Le fogge delle calzature mutavano a seconda della posizione sociale, rappresentando in tal modo uno Status Symbol.

 I Sandali erano presenti nell’antico Egitto così come nelle civiltà Greca e Romana ma in quest’ultima, venivano realizzati con suole di legno e calzari con lacci intorno al polpaccio.

La “Caliga” era la calzatura dei soldati romani, caratterizzata da una suola pesante adatta alle lunghe marce.Da questa deriva il soprannome dell’imperatore Caligola (Gaio Giulio Cesare Germanico), al quale i soldati avevano dato questo affettuoso nomignolo quando bambino, accompagnava il padre nelle campagne militari usando questi calzari.

Dal clima dipendevano le fogge delle calzature, nel freddo Nord Europa si usavano robuste scarpe di pelle, foderate di pelliccia ed impermeabilizzate con grasso od olio.

Mentre lungo le coste del Mediterraneo, scarpe con suole antiscivolo dotate di piccoli fori necessari a far defluire l’acqua, erano utilizzate dai pescatori

Ed infine nelle regioni del Sud, venivano impiegate suole sottili adatte a piazze e strade lastricate.

Nel Medio Evo le scarpe della popolazione comune erano robuste, adeguate alla dura vita quotidiana mentre per la nobiltà, le calzature erano fatte per mostrare ricchezza e classe sociale.

 Nel XV secolo apparvero le “Poulaines”, scarpe a punta molto lunghe, le classi di censo superiore si servivano di queste. Erano poco pratiche per camminare e dimostravano che chi le indossava non era uso a lavori fisici.

L’aspetto di queste calzature con punte arcuate e lunghe, di colori sgargianti, ricamate con perle e pietre preziose, derivava dall’oriente e venne importato nel periodo delle Crociate.

CROCIATE

Nel 1463 gli inglesi meticolosamente, decisero di legiferare che la lunghezza delle punte delle calzature, fosse stabilita in base al rango sociale. In virtù di tale Legge, le scarpe dei nobili potevano arrivare ad una lunghezza massima di 60 centimetri, mentre ai comuni cittadini quella consentita era al massimo di soli 15 centimetri.

Durante questi anni apparvero le “Trippen”, una specie di sovrascarpa con suola di legno indossata sopra le vere e proprie scarpe, col compito di proteggerle dal fango e dall’umidità.

Tra il XV e il XVII secolo, specialmente a Venezia, furono realizzate le “ Schopines”, calzature femminili con plateau di sughero, alte da 20 fino a 50 centimetri. Nascevano nelle zone lagunari a protezione dall’acqua e dal fango. Ma divennero uno Status Symbol per le dame altolocate e ricche come pure per le cortigiane.

Scomode ed instabili, costringevano le dame ad essere spesso accompagnate dai servitori. Si diceva che i mariti e la Chiesa, avessero favorito l’introduzione di queste calzature, perché limitavano il rischio che le mogli andassero troppo in giro e di conseguenza, ostacolavano sia le occasioni di  tradimenti sia quelle delle danze che al tempo, erano considerate peccaminose.

Queste calzature ebbero molto successo e si diffusero in Italia, Francia e Spagna.

Nel 1533 Caterina De Medici lanciò la moda dei tacchi che subito si diffuse a corte ed in tutta Europa. Modelli simili furono usati anche da Elisabetta I di Inghilterra e presero il nome di “Pompes”. 

In seguito i apparvero i tacchi  anche per gli uomini, ritornò l’uso di non diversificare il piede destro dal sinistro, la cui convenienza risiedeva nel poter scambiare le scarpe a seconda di come queste erano consumate.

Ai militari si fornivano tre scarpe, così potevano sostituire quella più rovinata ma questo comportava problemi di equilibrio nella deambulazione.

I tacchi divennero una moda indispensabile, come l’uso del bastone sia per gli uomini che per le donne che lo utilizzavano per bilanciare la camminata.

Alla corte di Luigi XIV, il re Sole, trionfò la moda delle scarpe per uomo e donna  finemente decorate e ricamate, eseguite in seta e tessuti preziosi, opera di artigiani specializzati.

Il Rococò che nacque in Francia e si distinse per la grande eleganza, trasformò le calzature in veri e propri gioielli.

Nel film di Sofia Coppola “Marie Antoinette”, lo stilista Manolo Blahnik creò una collezione di scarpe meravigliose, guardando ai quadri dell’epoca.  

La sua moda ispirata al costume si riflette in forma moderna ai giorni nostri.

Egli infatti creerà collezioni per famose fictions come “Sex in the city “e“ Gossip Girl “e le personalità più famose indosseranno i suoi modelli.


cinziagordiani@womenlife.it