2026?

di Alessandro Servoli


Un nuovo anno denso di inspiegabili e terribili eventi che mettono a dura prova l’equilibrio mondiale e che richiedono una rapida presa d’atto delle Nazioni democratiche, prima fra tutte, l’Europa.

La rivolta del Popolo Iraniano, oppresso , da decenni ,da una oligarchia religiosa che ha instaurato una dittatura tremenda, sanguinaria, assassina, che ha trasformato il suo popolo , l’ha affamato e oppresso mentre i frutti del petrolio sono stati utilizzati per sostenere altri reazionari fondamentalisti islamici in una guerra che ha messo le sue radici , più o meno manifeste, negli Stati europei che, quotidianamente, devono fare amari conti con attentati, rivolte sanguinarie di un Islam malato e assetato di potere.

Un’ America guidata dal peggiore egocentrismo populista che la storia di quella nazione ricordi, un’America che si allontana sempre più da i suoi riferimenti fondanti come la Nato ed assume, ogni giorno di più, le vesti egemoniche, antidemocratiche, da regime, quale vuole essere, e che, in fatti già compiuti e minacce manifeste, mette a nudo un processo futuro che non può non preoccupare e che deve, senza indugi, svegliare un’Europa rimasta per troppo tempo sugli allori della Green Economy, tralasciando altri fondamentali processi tali da renderla potenza economica ed umana, alla stregua di altre potenze emergenti tipo Cina e Russia.

In fine la Russia, il suo disegno imperiale nella persona del suo Zar Putin che oggi e da tempo, produce morte e distruzione del Popolo Ucraino e che domani porterà avanti una prospettiva strategica di ritorno alla Grande Russia.

Questo quadro del 2026, ridotto a poche righe, frutto di una visione certamente limitata e, purtroppo, condizionata dalle fonti alle quali attingo quotidianamente, non mi sottrae dai giudizi qui sopra esposti e che, ovviamente, sono del tutto personali e, come tali, contestabili dal lettore.


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