IL VINO DEL MESE: GENNAIO 2026

di Giuliana Duchini


Siamo nel periodo di Carnevale e tanti sono i dolci tipici che lo accompagnano, ogni regione ha i suoi e l’abbinamento migliore per gustarli è sicuramente un vino dolce.

Grande e variegato è questo mondo e c’è l’imbarazzo della scelta: spumanti come l’Asti o il Moscato, i passiti, i vini liquorosi e quelli da meditazione.

Per i golosissimi strufoli umbri di Giuseppe Servoli al quale do il benvenuto nella rivista, suggerisco il Passirò Cotarella Lazio Passito IGP 2022 (12%) a base di uve Roscietto o Rossetto, un vitigno autoctono laziale tipico della zona di Montefiascone che assieme al Trebbiano Toscano e alla Malvasia Puntinata fa parte del famosissimo Est Est Est. Sembra che sia arrivato dalla Francia nel periodo in cui Viterbo nel 1257 era sede pontificia. E molte testimonianze da documenti dell’epoca e successivi lo certificano sempre presente in quella zona.

Il nome deriva dal colore che prendono gli acini che dal verde virano al rosa/rosso quando si avvicina la maturazione.

Il Passirò si distingue anche da tanti vini dolci per le modalità di vinificazione: le uve vengono fatte appassire in fruttaia con lo sviluppo della muffa nobile (Botrytis Cinerea), un fungo che perforando gli acini fa evaporare l’acqua e concentra cosi zuccheri e aromi, come accade per uno dei più famosi vini “muffati” ovvero il Sauternes.

Dopo la vinificazione, affina per 12 mesi in tonneau. Così si ottiene un vino dolce non stucchevole, dal colore giallo oro che profuma intensamente di frutta esotica, albicocca, datteri; al palato è morbido e avvolgente con un finale aromatico persistente di miele d’acacia.

Da provare assolutamente, servito freddo e chiaramente assieme agli strufoli!


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