IL NASO

di Carlo Gasperoni


Il naso sta li, in mezzo alla faccia. La faccia è il nostro biglietto da visita: quando conosci qualcuno, ti guarda in faccia. E allora la prima impressione che si ha di una persona dipende dalla immagine del viso. Molte persone non capiscono l’importanza di questo primo impatto. Si è belli dentro, molti si dicono; ok, ma per far si che qualcuno lo scopra, ci vuole che la piacevolezza della immagine che si tramette al prossimo apra una via alla conoscenza più profonda. La cosa incredibile è che molte persone pensano che il proprio successo con un possibile partner vada ricercato potenziando altre parti del corpo, invece che eliminando il difetto più palese. Non è infrequente che una ragazza con un brutto naso chieda di aumentare il seno. Non conosce la propria immagine. La famosa trave nell’occhio.

Il naso ha un ruolo fondamentale, oltre a quello estetico, anche per la respirazione. Non è un buco dal quale passa l’aria che va ai polmoni. È molto di più: regola il flusso dell’aria in modo che il polmone si riempia lentamente, ottimizzando il flusso di sangue che va ad ossigenarsi nel polmone. Quando invece si respira con la bocca, l’aria entra troppo facilmente, causando in ultima analisi uno stress respiratorio.

L’angolo che la columella (la parte finale del naso) fa con il labbro deve essere di circa 100 gradi, ovvero il naso deve andare un poco per l’insù. Questo facilita il flusso d’aria nelle narici e nel contempo è esteticamente bello. La funzionalità va di pari passo con la bellezza. Il chirurgo plastico deve tener presente sia la parte estetica che quella funzionale. Più ovvio è pensare che la funzione dipenda dal setto e dai turbinati di cui tutti hanno sentito parlare in un modo o nell’altro. Anche questi due componenti del naso devono essere valutati, e se occorre corretti, ma a poco vale sistemare il setto o i turbinati se le altre componenti della anatomia del naso non sono adeguate.

Con una rinoplastica o una rinosettoplastica si corregge l’estetica e si ottimizza la funzionalità nasale. Nel corso degli anni sono state proposte varie tecniche per questo intervento. Quella che dà i risultati più naturali e al contempo è la meno traumatica è la rinoplastica chiusa. Chiusa vuol dire che non occorre fare incisioni sulla pelle per scoperchiare il naso. Occorre esperienza per utilizzare questa tecnica perché la correzione si effettua passando solo da dentro alle narici e la visione necessaria per farlo è assicurata solo dall’uso di strumenti a fibra ottica. Il sottoscritto ha pubblicato un manuale destinato ai chirurghi plastici intitolato proprio “la Rinoplastica Chiusa”. Con questa tecnica, mini invasiva rispetto alle altre, si raggiungono risultati estremamente naturali e belli. Con un’ora o un’ora e mezza si esegue l’intervento. Il ricovero di un giorno viene fatto per sicurezza. Il gesso, messo a fine intervento, si tiene per una settimana, ma il naso si consolida nel giro di in mese e mezzo e pertanto occorre in questo periodo fare attenzione per non spostarlo dormendo con la faccia contro il cuscino altrimenti può guarire storto. Anche l’esercizio fisico va evitato o fatto con molta cautela durante tutto il periodo della guarigione. L’assestamento avviene in un periodo di mesi, variando a seconda se la pelle è sottile o grassa. È un intervento privo di dolore, ma una tachipirina può essere presa senza problemi.   

I bambini hanno un naso piccolo e per l’insù e i vecchi spesso lo hanno ingrandito e con la punta scesa. Diceva il mio primo mentore Ivo Pitanguy, che anche il naso invecchia e pertanto per ottenere un effetto completo di ringiovanimento, quando si fa un lifting del viso occorrerebbe spesso fare una piccola correzione del naso.


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