FAUSTO PIRANDELLO. LA MAGIA DEL QUOTIDIANO

di Irene Niosi

In Copertina: Fausto Pirandello, Composizione, 1923 olio su tela, cm 117,5 x 109,5 | firmato e datato in basso a destra Pirandello 23, Mart, Museo di arte moderna e contemporanea di Trento e Rovereto
Collezione VAF-Stiftung
Foto: Mart, Archivio fotografico e Mediateca

A Roma, l’Accademia Nazionale di San Luca ha dedicato a Fausto Pirandello (Roma, 17 giugno 1899 – Roma 30 novembre 1975) la mostra a cura di Fabio Benzi e Flavia Matitti apertasi il 19 dicembre scorso, nel cinquantesimo anniversario della morte. Un doveroso omaggio che la sua città natale gli riserva, l’ultima esposizione pubblica risale infatti al 2010, con lo scopo di riportare l’attenzione su questo artista di formazione romana oltre che parigina e figura centrale della pittura italiana del XX secolo. L’esposizione è stata realizzata insieme al Parco Archeologico e Paesaggistico della Valle dei Templi di Agrigento, in collaborazione con l’Associazione Fausto Pirandello.

Dal legame storico di Pirandello che da questa illustre istituzione fu eletto Accademico di merito residente nel 1947 e Accademico nazionale nel 1948, è nata L’idea di presentare le sue opere in questa bellissima sede che custodisce anche capolavori di artisti del calibro di Gian Lorenzo Bernini, Antonio Canova, Francesco Hayez, Peter Paul Rubens e Raffaello Sanzio.

Per la prima volta è stata inoltre aperta al pubblico la nuova sala dedicata alla prestigiosa donazione Gian Enzo Sperone che riunisce 33 opere d’arte firmate da alcuni tra i più significativi protagonisti del Sei-Settecento, dei primi del Novecento e della contemporaneità, tra cui Vincenzo Camuccini, il Guercino, Anton Raphael Mengs, Filippo de Pisis e Giulio Paolini.

Sono una trentina i dipinti selezionati con cura tra i capolavori di Pirandello, in un percorso cronologico che mette in evidenza la sua capacità di passare dal realismo esistenziale degli esordi a un linguaggio maturo che la critica ha definito “astratto-concreto”, sviluppato soprattutto nel secondo dopoguerra.

A incoraggiarlo a dipingere è suo padre Luigi, drammaturgo e premio Nobel, che lo indirizza a studiare dal suo amico Ettore Ximenes nel 1918 ma che il figlio abbandona ben presto perché non trova sufficienti stimoli e passa alla scuola di Sigismondo Lipinsky, sempre sottovalutato dalla critica, pittore e soprattutto incisore del segno nitido e acuminato della generazione dei “tedeschi romani”. Nelle opere dei suoi esordi si avverte l’influenza dell’educazione mitteleuropea ricevuta dal padre.

Gli anni Venti segnano il suo apprendistato presso Felice Carena, il maestro del “ritorno all’ordine” che induce i suoi allievi a scoprire le loro attitudini e a sperimentare con grande libertà le poetiche personali, dal quale elabora una plasticità cromatica ferma ma ricca di complicazioni intellettuali e formali.  

Quella dei suoi esordi è dunque una pittura piena d’inquietudine in cui presenta una realtà senza concessioni che lo allontana dal clima classicista del ritorno all’ordine romano, in particolare dal classicismo del suo maestro. Nella prima sala i nudi esposti esprimono il duro e crudo realismo di cui sono permeati.

Per l’artista il rapporto col padre non sarà facile. In una lettera del 1928 il grande drammaturgo gli espone in modo categorico il suo pensiero critico sull’arte: “Bisogna che tu ti liberi da ogni preoccupazione di modernità e finisca di dipingere come tutti oggi dipingono, cioè brutto. Ho visto a Venezia i Novecentisti: orrori, da un canto, e insulsissima accademia dall’altro; e tutti uguali.

Fausto Pirandello, La tempesta, 1938 olio su tavola, cm 150 x 225 | firmato e datato in basso a sinistra Pirandello 1938 Roma, collezione privata

Dal 1928 al 1930 si stabilisce a Parigi, quasi una fuga per sottrarsi al controllo paterno. Per due anni interrompe ogni comunicazione col padre sapendo che non avrebbe accettato la sua relazione con la modella Pompilia da cui avrà un figlio e diverrà sua moglie. Per la sua formazione questo soggiorno si rivela di grande importanza: viene a contatto con il gruppo de “les italiens”raccolti intorno a Giorgio De Chirico e Gino Severini, gruppo che svolse un ruolo molto significativo nel panorama culturale della capitale francese. Pirandello apprende e elabora le diverse tendenze artistiche del cubismo e del surrealismo e non solo. Dalla pittura di Chaim Soutine assorbe il senso dello scavo nella materia e nella carne, mentre da André Derain un certo classicismo modulato da forme sintetiche. In mostra sono presenti le opere “Donne con salamandra” e “Composizione” eseguite a Parigi, nel momento in cui il pittore ha rapporti anche con Cézanne, Picasso e Braque.

Nei primi anni Trenta è tra i principali protagonisti della giovane “Scuola Romana” che rigetta il classicismo novecentista; sono gli anni dei grandi capolavori contraddistinti da un impianto plastico e drammatico che colloca Pirandello tra i maggiori interpreti dell’arte europea tra le due guerre, tanto che la sua opera ottiene un posto di rilievo nella mostra “Realisme”al Centre Pompidou di Parigi nel 1980.

Nel 1939 nella terza Quadriennale di arte di Roma ottiene, come già nell’edizione passata, il terzo premio con rappresentazioni che sembrano permeate da tensioni e incertezze metafisiche. Si veda per esempio “La tempesta”, tra le più rilevanti opere di quel periodo.

Un rinnovamento profondo in senso moderno e attuale delle forme e del colore avviene nel corso degli anni Cinquanta e Sessanta quando le sue opere ottengono riconoscimenti in Italia e all’estero, in particolare negli Stati Uniti.  

Un profondo legame lo lega per sempre alla Sicilia. In tante sue opere quella esplosione di luce rimanda alla terra bruciata dal sole e all’azzurro accecante del mare.

Dopo Roma, la mostra si trasferirà ad Agrigento, a Villa Aurea nel Parco Archeologico e Paesaggistico della Valle dei Templi, dove sarà visitabile dal 20 marzo al 2 giugno 2026. Il progetto è realizzato in collaborazione con l’Associazione Fausto Pirandello e si avvale del contributo di Alberto e Fabrizio Russo della Galleria Russo di Roma

Fausto Pirandello. La Magia del Quotidiano
Roma, Accademia Nazionale di San Luca, 19 dicembre 2025 – 28 febbraio 2026
Agrigento, Villa Aurea, Parco Archeologico e Paesaggistico della Valle dei Templi
20 marzo – 2 giugno 2026

Fausto Pirandello, Donne con salamandra, 1928-1930 olio su tela, cm 93 x 80 Roma, collezione Associazione Fausto Pirandello

mail: ireneniosi@womenlife.it