BREVE RACCONTO SULLE PAGINE DI STORIA DI QUESTI GIORNI

di Alessandro Servoli


E’ davvero difficile, anche per i limiti che mi riconosco, raccontare e provare ad analizzare vicende che si alternano sulla scena internazionale mettendo a dura prova la stabilità, anche se apparente, conquistata con le atroci pagine del primo novecento.

Mille sono le ragioni di potere, economiche, militari che inquinano il normale flusso di regole consolidate.

Gli attori sono, per primi, gli Stati Uniti con un presidente che  ha superato ogni limite.

La Russia che possiede un altro capo che tenta di riconquistare una egemonia e, di contro, si trova impantanato tanto da rischiare una debacle interna prima che internazionale.

La Cina che in questi decenni ha prodotto untale positivo stravolgimento culturale, tecnologico, economico che, anche per i numeri che detiene, ha aspirazioni ben programmate e preparate da pretendere di entrare nella gestione mondiale del potere.

L’India che tace sulle pagine di guerra internazionali, avendo il suo da fare con realtà che la circondano, tuttavia è un’altra potenza che non va sottovalutata per numeri e tecnologia.

In questo quadro tanto turbolento, la preoccupazione più accreditata resta l’Europa, la sua lentezza organizzativa dettata anche da regole interne che ne indeboliscono le scelte, la sua diplomazia tanto “diplomatica” da subire ogni giorno gli attacchi più beceri e offensivi di un Trump o di un Putin senza il coraggio di mostrare i muscoli che la sua compagine potrebbe mettere in atto nel tentativo di fermare, almeno temporaneamente,l’istanza guerrafondaia dei sopracitati personaggi.

L’equilibrio è precario tanto da definirlo preoccupante per il futuro prossimo. 

Per decenni abbiamo goduto di un mantello protettivo, la Nato che ci ha garantito spazio per una crescita economica, culturale, sociale e politica che, malgrado tutti i problemi interni ad ogni nazione europea legati alla povertà, alla disoccupazione, alla sottoccupazione, abbinate alla piaga della migrazione incontrollata dal terzo mondo, ha certamente determinato una pagina di storia aurea.

Credo che da questo momento dovremo prepararci ad un cambiamento profondo delle nostre abitudini, mi auguro che tutto ciò possa avvenire in forma lenta e indolore perché altrimenti sarà davvero drammatica.

Il processo è tanto manifesto in ogni sua piega che solo illudendosi, in una forma o nell’altra, che tutto rimanga come il presente ci metterà, ancor più, in un binario morto nel quale dovremo decretare la nostra ultima fermata.

Ecco perché ritengo che sia necessaria una manovra politica dell’Europa di tipo inter culturale e propositiva che dia garanzie di crescita a queste realtà politiche e economiche che, al tempo stesso, ci garantisca un quadro accettabile di rispetto della nostra civiltà.

E’ una partita difficile che richiede impegno e capacità di costruire, mattone su mattone una nuova era perché di questo si tratta; una diversa interpretazione ci consegnerebbe anni difficili e pericolosi.


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