ALIANO DOVE CRISTO SI È FERMATO AD EBOLI

di Alessandra Turco


Nel cuore più segreto della Basilicata, dove le colline sembrano onde immobili e il vento porta con sé storie antiche, sorge Aliano, piccolissimo paese della provincia di Matera di soli 808 abitanti.

Aliano non è un borgo che si concede subito: bisogna arrivarci con pazienza, percorrendo strade che si snodano tra i calanchi che, visti da lontano sembrano paesaggi lunari scolpiti da un tempo dimenticato. E’ situato a 555 metri sul livello del mare, adagiato su un colle argilloso, da qui domina la Val d’Agri. Si racconta che Aliano non sia solo un luogo, ma uno stato d’animo. Le case, addossate l’una all’altra come per proteggersi dal silenzio, sembrano sussurrare segreti. Le porte socchiuse, le luci calde, il profumo di pane e di terra: tutto parla una lingua antica. Tra i vicoli si incontrano ancora gli anziani seduti davanti al piccolo bar del paese, mentre le signore dialogano affacciate alle finestre tra i panni stesi e la ricerca del sole che spesso ad Aliano si nasconde lasciando il posto ad inverni rigidi.

È un angolo d’Italia che con il suo modo fermo e con la sua tranquillità ci mette al riparo dal rumore e dalle invadenze che ormai abitano le nostre giornate. Siamo nel cuore di quella che una volta si chiamava Lucania, in latino “lucus” bosco, una terra che racconta storie di esilio, di resistenza e di poesia, qui quel senso di qualcosa che si ferma non arriva come la sensazione della fine ma della sospensione ed qui ad Aliano che “Cristo si è fermato ad Eboli”.

Era il 1935 quando Carlo Levi, medico, pittore e intellettuale antifascista, a causa del suo impegno politico, venne mandato al confino. Aliano era allora un luogo isolato e marginale, lontano dai centri del potere e dello sviluppo, isolamento per evitare e distanza per limitare penseri e azioni non in linea con il regime fascista, ma, quella che inizialmente doveva essere una punizione si trasformò per Levi in un’esperienza di profonda scoperta umana e culturale. Ad Aliano, Levi entrò in contatto con una realtà contadina segnata da povertà, superstizione e abbandono istituzionale. Gli abitanti vivevano in condizioni difficili, spesso dimenticati dallo Stato. Tuttavia, egli rimase colpito dalla dignità, dalla solidarietà e dalla ricchezza culturale di quella comunità e così il tempo trascorso ad Aliano si trasformò in uno dei capolavori della letteratura italiana del 900. “Cristo si è fermato ad Eboli” il suo celebre libro pubblicato nel 1945 nel quale Levi descrive Aliano, chiamandola “Gagliano”, come un luogo dove il tempo sembra essersi fermato e dove la storia ufficiale non è mai davvero arrivata. Cristo che non è arrivato fino ad Aliano indica simbolicamente che la civiltà e la redenzione non hanno raggiunto quelle terre. Carlo Levi e Aliano sono legati da un rapporto profondo che unisce letteratura, storia e memoria, questo legame rappresenta un esempio significativo di come la letteratura possa dare voce a realtà dimenticate e contribuire a valorizzare i territori marginali. Attraverso il suo sguardo attento e partecipe, Levi ha trasformato un’esperienza personale in una testimonianza universale, capace ancora oggi di far riflettere sulle disuguaglianze sociali e sul significato dell’identità culturale. Nel 1979, Francesco Rosi ne ha tratto un film omonimo, con Gian Maria Volonté nei panni di Levi. Le riprese furono effettuate in Basilicata, proprio nei luoghi narrati nel libro, tra cui Aliano, Matera e Craco, per mantenere l’autenticità dei paesaggi e delle atmosfere raccontate da Levi.

Oggi il borgo conserva la casa-museo dello scrittore e ne custodisce la memoria con eventi culturali e iniziative dedicate. Ma Aliano non è solo letteratura è anche tradizione e identità. Il paese è famoso per le sue maschere cornute, protagoniste del Carnevale alianese, una festa antica e suggestiva che mescola riti pagani e simbolismi legati alla fertilità e alla natura. Durante questa celebrazione, figure misteriose percorrono le strade del borgo, creando un’atmosfera unica e affascinante. Dal punto di vista paesaggistico, i calanchi rappresentano l’elemento più distintivo del territorio. Queste formazioni naturali, scolpite dal vento e dalla pioggia, offrono panorami spettacolari e rendono Aliano una meta ideale per escursioni e fotografia. Il silenzio e l’isolamento del luogo contribuiscono a creare un’esperienza quasi meditativa per chi lo visita. Nonostante le sue dimensioni ridotte, Aliano è diventato negli anni un centro culturale di rilievo. Festival, mostre e percorsi artistici animano il borgo, attirando visitatori da tutta Italia e dall’estero. Aliano rappresenta quindi un esempio di come tradizione, cultura e paesaggio possano convivere e raccontare una storia autentica. Visitare questo borgo significa immergersi in un’Italia meno conosciuta, ma ricca di fascino e significato.


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