STORIE DELLA BUONANOTTE PER BAMBINE RIBELLI

di Paola Merolli


Il primo libro che ho comprato per la mia nipotina è stato Storie della buonanotte per bambine ribelli, primo volume, edito da Mondadori. L’ho comprato immaginando il momento in cui avremmo potuto leggerlo insieme. E adesso quel momento è arrivato.

Sedute una accanto all’altra, apriamo il libro. Le prime parole che leggiamo sono un augurio delle due autrici:

“Alle bambine ribelli di tutto il mondo: sognate più in grande, puntate più in alto, lottate con più energia. E, nel dubbio, ricordate: avete ragione voi.”

E da lì comincia la meraviglia.

La prima donna che incontriamo è Ada Lovelace. Poi iniziamo a sfogliare le pagine a caso, perché ogni pagina custodisce una storia. Ogni storia una vita fuori dal comune. Cento donne straordinarie che hanno cambiato il mondo. Cento racconti brevi, pensati come favole della buonanotte, capaci di insegnare a sognare in grande.

“C’era una volta…” non principesse, ma donne reali provenienti da tutto il mondo che, con coraggio e determinazione, hanno realizzato i propri sogni nei campi più diversi: scienziate, pittrici, astronaute, sollevatrici di pesi, musiciste, giudici, chef.

Da Serena Williams a Malala Yousafzai, da Rita Levi-Montalcini a Frida Kahlo, da Margherita Hack a Michelle Obama: cento storie vere che ricordano alle bambine — e forse anche agli adulti — quanto lontano possa arrivare chi ha il coraggio di credere in se stessa.

Il libro offre molti spunti di riflessione: determinazione, coraggio, fiducia in se stessi. Ogni storia mostra un modo diverso di affrontare le difficoltà e ricorda che non esiste un’unica strada per raggiungere i propri obiettivi. E, in effetti, mi ha fatto tornare in mente un progetto che avevo lasciato a impolverarsi per paura di non farcela. La paura di fallire: tema importante di cui parlare anche con i più piccoli.

Mentre io e la mia nipotina eravamo chine sul libro è successa un’altra piccola cosa che mi ha sorpresa: mio nipote, sette anni, incuriosito si è avvicinato e si è messo a leggere con noi. Ed è lì che ho capito ancora meglio il valore di questo libro: non parla soltanto alle bambine, ma permette anche ai bambini di avvicinarsi con uno sguardo nuovo al mondo delle donne.

Un altro spunto di riflessione prezioso riguarda l’apparenza – ora che sembra occupare il primo posto – queste storie ricordano che la bellezza può manifestarsi in modi diversi: nella determinazione, nella passione, nella curiosità. E soprattutto nella libertà. La libertà di essere se stessi. La libertà di scegliere, di sbagliare, di provare ancora, in un mondo in cui il genere non dovrebbe più stabilire limiti o priorità.

Per questo le autrici hanno anche ideato percorsi didattici ispirati al libro: proposte di approfondimento per un vero e proprio “percorso educativo ribelle”. Tra i temi suggeriti ci sono il rispetto per gli animali, l’importanza di esprimere la propria opinione, il superamento dei modelli di bellezza imposti, l’esercizio della fiducia in se stessi, ma anche attività creative come dipingere i propri pensieri, suonare con tutta l’anima, danzare con le parole, usare i sensi per conoscere il mondo e perfino immaginare viaggi nello spazio.

Le autrici sono Francesca Cavallo, scrittrice e regista teatrale, ed Elena Favilli, autrice e giornalista da sempre impegnata a denunciare discriminazioni di ogni tipo e fondatrice di Rebel Girls, il gruppo editoriale che crea storie per ispirare le bambine a essere coraggiose e sicure di sé.

Nel 2011 Francesca ed Elena hanno unito le loro energie fondando Timbuktu Labs, un laboratorio di innovazione per l’infanzia che spazia dai libri ai parchi gioco, dai giochi per dispositivi mobili ai laboratori interattivi.

Non posso infine non ricordare le illustratrici: sono ben sessanta e provengono da ogni parte del mondo — India, Sud Africa, Nuova Zelanda, Colombia, Indonesia, Israele, Filippine, Canada, Stati Uniti, Regno Unito, Scozia, Spagna, Slovacchia, Svezia, Finlandia, Olanda, Portogallo, Polonia, Francia, Germania, Belgio e Italia.

Ho voluto citare tutti i Paesi di origine perché questo libro non è soltanto una raccolta di storie: è un mosaico di sguardi, colori e talenti che attraversa continenti e culture; poiché quando l’arte e le storie si incontrano, i confini diventano più sottili, le distanze si accorciano e nasce qualcosa di profondamente umano.

Storie della buonanotte per bambine ribelli — ormai tradotto in quasi cinquanta lingue — si conclude con una pagina bianca che invita le lettrici a scrivere la propria storia, iniziando con le parole “C’era una volta…” e, accanto, un’altra pagina bianca: “Disegna il tuo ritratto”: perché ogni bambina che sfoglia queste pagine non trova soltanto esempi da ammirare, ma anche uno spazio in cui riconoscersi.

Chiudiamo il libro e guardo la mia nipotina. In fondo è proprio questo il dono più bello di queste pagine: non raccontare solo le storie di donne straordinarie, ma ricordare a ogni bambina che la prossima storia straordinaria potrebbe essere proprio la sua.

C’era una volta…


mail: paolamerolli@womenlife.it