TIRA UN VENTO POCO RASSICURANTE

di Alessandro Servoli


Riprendo questa pagina dopo due mesi e vi confesso che ho avuto non poche remore prima di iniziare questa chiacchierata.

Mi auguro di riuscire nel difficile compito di analisi, da uomo della strada, di questo momento storico che vede aperti tre fronti di guerra che, direttamente ci coinvolgono sul piano umano e sul fronte economico e politico.

Il conflitto israelo-palestinese ha perso le prime pagine dei giornali ma non ha certo chiuso o parzialmente risolto il quadro sempre più drammatico dei Palestinesi che restano senza tutto, in balia dei soldati israeliani, dei coloni israeliani, delle milizie di Hamas e di Fatah che si competono il controllo dei territori.

Il conflitto russo-ucraino si protrae senza fine; inutili i tentativi di tregua, inutili gli incontri diplomatici, sempre accesi i cannoni e i droni da ambo le parti.

La guerra contro l’Iran, aperta da Israele e USA, è nel pieno svolgimento e, com’era prevedibile vista l’area interessata, desta grandi preoccupazioni per tutto il mondo industrializzato in virtù del petrolio e non solo.

Si attendono da giorni decisioni che vedano concluso il conflitto, ma c’è sempre un fattore che allontana tale decisione.

Vorrei soffermarmi sui risvolti economici che sono iniziati da giorni e vedono gli stati e l’Europa vacillare di fronte a scelte politiche che al momento, sembrano più riguardare la speculazione di certe potenze con un arricchimento smodato da veri squali, nei confronti del resto del mondo, piuttosto che provvedimenti drastici di risoluzione del dramma che rischia di trasformarsi in tragedia.

Il panico che nasce spontaneo in ognuno di noi, accompagnato dall’aumento dei costi di generi irrinunciabili come benzina, luce, gas e le gravi difficoltà economiche per affrontare uno sconsiderato aumento di essi, sono all’ordine del giorno e pretendono provvedimenti politici dell’Europa tutta e compatta.

Fa paura solo immaginarlo, ma sembra che stia crollando sopra di noi, anche se in termini diversi, quello che la storia vide accadere nella prima metà del secolo scorso.

Sono cambiati gli attori, ma potenze come la Cina, un mondo arabo sempre più in movimento, l’India sono i nuovi protagonisti della sfera mondiale e se non riusciremo in tempi brevissimi, tralasciando le quisquiglie che ci hanno trastullato in questi anni, ad organizzarci e a risolvere le questioni di fondo che abbiamo di fronte, il rischio sarà uno e uno soltanto: l’azzeramento della nostra civiltà.

Credo e mi auguro che troveremo la quadra di ciò e nutro molta fiducia nel ruolo che in questo ambito potrà svolgere l’Italia a patto che, vista la gravità del momento, si ritorni ad una “santa alleanza” come quella che vide unite tutte le forze politiche dopo la fine della seconda guerra mondiale.


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