LILO

di Paola Merolli
Stavolta vi parlerò di Lilo, della scrittrice argentina Inés Garland, illustrato da Maite Mutuberria, tradotto da Francesco Ferrucci e pubblicato da Uovonero Edizioni. Uscito nel dicembre 2022, il romanzo ha vinto il Premio Strega Ragazze e Ragazzi 2023, nella categoria 8+.

Premetto che nella mia vita ho avuto cani, quindi so bene cosa significhi amarli e considerarli parte della famiglia. Ma anche chi non ne ha mai avuto uno, dopo aver letto questo libro, finirà probabilmente per desiderarlo. Perché Lilo, protagonista e voce narrante della storia, è irresistibile: un pastore tedesco nero, con il muso color miele e le zampe corte. Cortissime.
Un piccolo eroe goffo, sensibile, divertente, un po’ filosofo e terribilmente insicuro, proprio a causa delle zampe che lui detesta. Non si piace. E, proprio come molti adolescenti – in anni umani dovrebbe avere intorno ai tredici anni – si sente inadeguato. Soprattutto evita di farsi vedere “per intero” dalla cagnolina Adele, di cui è innamorato.
“Adesso ho paura persino di andare al parco, non sia mai che vada al parco pure lei e mi veda per intero e smetta di piacerle.”
Lilo cerca di amare al suo meglio e di interpretare gli strani comportamenti degli umani: una specie incomprensibile e un po’ maldestra. Lo fa con i suoi padroni, Ava e Hector, e con Emi, la loro nipotina undicenne, che conosce fin da quando era un cucciolo. I genitori della bambina sono partiti e lei è venuta a stare dai nonni.
Un tempo Emi giocava sempre con lui. Ma ora qualcosa è cambiato. È diventata silenziosa e triste. Passa ore chiusa nella sua stanza davanti al computer o al cellulare, non vuole più andare al parco e spesso piange di nascosto. Lilo non capisce cosa le stia succedendo, ma possiede un talento speciale: riconosce le emozioni dagli odori. La tristezza e la rabbia sanno di limone stantio, mentre la paura ha un odore preciso.
“La paura odora di lievito. Noi cani lo sappiamo. La paura ti fa credere che ciò che ti spaventa è enorme e tu sei piccolo, e il modo per non sentirti piccolo è arrabbiarti tanto, perché quando sei arrabbiato sembri più grande.”
Di che cosa ha paura Emi?E perché non riesce a parlarne con i nonni, chiudendosi sempre di più in sé stessa?
Lilo decide di scoprirlo. Osserva, fiuta, collega dettagli, fino a scoprire la verità: Emi è vittima di cyberbullismo.
Ad aiutarlo in questa indagine a quattro zampe ci sono gli amici del parco: Armando, un boxer bavoso; Leo, un bellissimo pastore tedesco; e soprattutto Olivertwist, il nuovo arrivato. Un cane rognoso, diventato randagio dalla morte del padrone, un bibliotecario. Sarà proprio Olivertwist, grazie anche alla misteriosa gatta Berenice, a fornire a Lilo gli indizi decisivi per capire chi è responsabile del disagio di Emi.

Lilo, non si limita a indagare sul mistero che circonda Emi. Insieme al resto della famiglia affronta anche la malattia di nonna Ava, e lo fa con una delicatezza commovente.
“Da quel giorno hanno imparato tutti ad avere pazienza. Ogni giorno dovevano salire sulla montagna della pazienza, e doveva scalarla persino Héctor, che aveva più pazienza di tutti gli altri messi insieme. Anch’io, in quel periodo ho imparato ad avere molta pazienza.”
Guardando gli esseri umani attraverso gli occhi di un cane e, perché no, anche di una gatta, Inès Garland riesce a raccontare emozioni difficili con uno sguardo originale. Con ironia e una leggerezza solo apparente, affronta temi profondi e molto contemporanei: la gestione del dolore e della rabbia, la solitudine, la paura del giudizio degli altri, il cyberbullismo, l’accettazione di sé e il bisogno di sentirsi amati. E, naturalmente, anche l’amicizia, quella tra gli esseri umani, ma soprattutto quella, specialissima, tra umani e animali. A rendere il libro ancora più godibile contribuiscono anche le bellissime illustrazioni di Maite Mutuberria e la cura grafica dell’edizione ad alta leggibilità.

Siamo davvero capaci di ascoltare chi abbiamo accanto? Spesso il disagio di chi cresce è invisibile, nascosto dietro silenzi, schermi accesi e porte chiuse. Forse, se anche noi avessimo il dono di Lilo e potessimo sentire l’odore delle emozioni, riusciremmo a capire gli altri un po’ meglio?
O magari, chissà, basterebbe imparare a osservare con più attenzione.
Alla fine del libro Lilo sente odore di cioccolata e… E no, non voglio svelarvi altro.
P.S. Se dopo Lilo vi venisse voglia di leggere altre storie con protagonisti cani indimenticabili, eccone alcune che, per sensibilità o atmosfera, ricordano lo “spirito” del romanzo di Garland.
Because of Winn-Dixie di Kate DiCamillo
Una ragazzina molto sola stringe amicizia con un cane trovato in un supermercato.
L’arte di correre sotto la pioggia di Garth Stein
Un cane osserva la vita umana con ironia, intelligenza e una sensibilità quasi filosofica.
Il cane che insegnò a un bambino la fedeltà di Luis Sepúlveda
Una storia breve e dolcissima sul legame tra un ragazzo e un cane randagio.
A Dog’s Purpose di W. Bruce Cameron
Narrato dal punto di vista di un cane che attraversa vite e padroni diversi.
Io & Marley di John Grogan
La storia di Marley, un labrador ingestibile e adorabile: fa ridere e commuove.
Hachiko. Una storia d’amore
La storia del cane giapponese Hachikō, diventato simbolo della fedeltà assoluta.
E poi, naturalmente, i grandi classici: Il richiamo della foresta, Zanna Bianca, Flush, Viaggio con Charley, Cane bianco, Il mastino dei Baskerville… tanto per citarne qualcuno.
E ora non mi resta che augurarvi: buona lettura.

