CABINET

di Irene Niosi
La collezione Scarzella in dialogo con la collezione Koelliker
A Milano si è conclusa, la mostra “Cabinet. La Collezione Scarzella in dialogo con la Collezione Koelliker, a cura di Giovanna Manzotti, presso la Galleria BKV Fine Art, specializzata in dipinti antichi e artisti italiani e internazionali del XX secolo.
Il titolo si ispira ai “cabinet of curiosities” che erano dei mobili nei quali venivano esposti oggetti rari e curiosi e avevano lo scopo di arricchire le Wunderkammer, i piccoli musei privati nati nel Cinquecento che si svilupparono soprattutto nel Seicento e nel Settecento.
Dalla visione di Paolo Bonacina, Edoardo Koelliker e Massimo Vecchia, dipinti e manufatti rari appartenenti a un diverso periodo storico sono stati volutamente collocati in uno spazio comune, allo scopo di superare il pregiudizio per cui l’antico deve essere separato dal moderno e dal contemporaneo.
Le opere esposte appartengono a due collezioni molto importanti: la Collezione Koelliker che fu costituita dall’industriale e mecenate Luigi Koelliker, vanta oltre 1500 dipinti di tutte le scuole pittoriche italiane dal ‘500 al ‘700 con un nutrito numero di opere lombarde, oltre a un nucleo caravaggesco ed è arricchita da sculture antiche e moderne, bronzi, medaglie, maioliche, orologi rinascimentali e barocchi, pezzi d’oreficeria, tessuti antichi, armature da samurai, strumenti musicali e scientifici allestite come intere Wunderkammer.
La Collezione Scarzella, nata nel 2011 dalla passione per l’arte contemporanea dell’imprenditore Giovanni Scarzella e della moglie Camilla Previ comprende oggi oltre 150 opere con un importante nucleo di artisti italiani e si articola attraverso opere concettuali, pittoriche e scultoree. L’obbiettivo è di sostenere e incoraggiare l’arte emergente nelle sue molteplici espressioni, e di svolgere una costante ricerca, attraverso viaggi mirati, per acquisire artisti di tutto il mondo.
I lavori di autori contemporanei come Jack O’Brien, Kelsey Isaacs, Fabrizio Cotognini, Monia Ben Hamouda e altri si trovano così in perfetto dialogo con le opere moderne di Gino De Dominicis o Remo Bianco, e a quelle rinascimentali di Lorenzo Lotto, come anche a manufatti antichi di varia natura.
L’allestimento, di grande effetto scandisce lo spazio con grande raffinatezza dove vengono accostate opere antiche e moderne in uno stesso contesto, regalandoci quello stesso stupore che fece la fortuna critica delle Wunderkammer: “…il tempo pareva collassare ..l’ibridazione e lo spostamento di senso facevano precipitare ogni cronologia o datazione, in modo tale che gli oggetti convivevano in uno spazio senza coordinate.”
Questa galleria ci donerà altre meraviglie.
Cabinet,La Collezione Scarzella in dialogo con la Collezione Koelliker
Milano, FBK Fine Art, via Fontana, 16
18 ottobre – 19 dicembre 2025
In copertina: Cabinet, Installation View, courtesy Collezione Koelliker, Credits Ph. Maria Parmigiani
BEATO ANGELICO
Per questo Natale tormentato da guerre che non finiscono, ho scelto per voi in questo numero, alcuni eventi artistici pubblici e privati di grande rilevanza.
Se la bellezza salverà il mondo, ne troverete in grande quantità a Firenze, dove la Fondazione Strozzi e il Museo di San Marco celebrano con una mostra straordinaria Guido di Piero, poi Fra’ Giovanni da Fiesole (Vicchio di Mugello, 1395 circa – Roma, 1455) detto Beato Angelico.
La mostra affronta la produzione, lo sviluppo e l’influenza dell’arte di Beato Angelico e i suoi rapporti con pittori come Lorenzo Monaco, Masaccio, Filippo Lippi, ma anche scultori quali Lorenzo Ghiberti, Michelozzo e Luca della Robbia,

Un’occasione unica per ammirare l’intera produzione del frate pittore dove per la prima volta, dopo settant’anni dalla monografica, vengono presentate nelle due sedi, 140 opere tra dipinti, disegni, miniature e sculture. Maestro di quel rinnovamento basato su una nuova visione della prospettiva, dopo aver appreso dai maestri tardo gotici ma soprattutto dal Masaccio dove le figure sono poste in uno spazio pertinente, sviluppa una sua ricerca autonoma con un uso sapiente dello spazio e della luce da cui scaturisce la forte religiosità che affonda le radici nella certezza di una realtà trascendentale. La scenografia è sempre la stessa, fatta di Santi, Angeli e Madonne. Ogni tema sacro che rappresenta, è intriso di spiritualità. Di lui, il Vasari tracciò per primo un profilo molto umano.
Un evento da non perdere, frutto di oltre quattro anni di preparazione, grazie anche a un’articolata campagna di restauri che ha reso possibile di riunificare pale d’altare smembrate e disperse da più di duecento anni. Impossibile segnalarvi quali sono i capolavori. Lo sono tutti.
Affrettarsi a prenotare, la mostra termina il 25 gennaio.
Beato Angelico
Firenze, Palazzo Strozzi e Museo di San Marco,
26 settembre 2025 – 25 gennaio 2026
mail: ireneniosi@womenlife.it

