NORD

di Paola Merolli


Abbiamo appena vissuto un’estate caldissima e, a quanto pare, il caldo non ha nessuna intenzione di salutarci. E allora perché non partire per un viaggio al freddo? Copritevi bene perché oggi andiamo verso nord: quello dei ghiacci, delle infinite distese bianche, delle aurore boreali e dei mari gelati. Un mondo lontanissimo dalla nostra quotidianità, dove la natura sa essere spettacolare, sorprendente, persino bizzarra. Ma anche terribilmente fragile.

A portarci fin lassù è Nord, di  Marieke ten Berge e Jesse Goossens, tradotto da Floor Robert e pubblicato in Italia da Clichy, vincitore del Premio Andersen 2022 come Miglior libro di divulgazione.

È un libro incantevole, nato dall’amore di Marieke ten Berge per le terre nordiche e le regioni polari. Un amore che si sente in ogni pagina e che ci farà incontrare i veri abitanti del grande Nord. Trentacinque animali, alcuni famosissimi, altri decisamente meno: l’orso polare, il lupo artico, la renna, la balena della Groenlandia, la lontra marina, la lince europea, l’ermellino, il ghiottone, la foca dagli anelli, l’alca minore crestata… Animali curiosi, buffi, intelligenti, sorprendenti e speciali, dei quali forse non sospettavamo neppure l’esistenza o credevamo di sapere già tutto.

Per esempio, sapevate che la balena della Groenlandia può vivere per oltre duecento anni? Che la pelliccia dei piccoli di lontra marina è talmente fitta che permette loro di galleggiare? Che la foca dagli anelli può cercare di confondere l’orso polare facendo bolle sott’acqua? O che l’alca minore crestata, nel periodo dell’accoppiamento, emana un profumo che ricorda il mandarino? E la renna dal naso rosso? Forse Rudolph non è poi un’invenzione così fantasiosa: il naso della renna è ricco di piccoli vasi sanguigni che contribuiscono a riscaldare l’aria gelida prima che raggiunga i polmoni.

Insomma, pagina dopo pagina, Nord riesce in una delle imprese più belle che possa compiere un libro di divulgazione: trasforma le informazioni in stupore.

Gli animali non vengono semplicemente descritti. Prendono la parola e raccontano sé stessi in prima persona, con precisione scientifica ma anche con un tono vivace e a tratti ironico. Non sembrano più soltanto creature da osservare da lontano ma diventano personaggi da incontrare.

E così scopriamo il loro modo di procurarsi il cibo, di difendersi, di corteggiarsi, di allevare i piccoli, di sopravvivere a temperature che fanno battere i denti soltanto a pensarci.

Le schede, con i dati e le indicazioni scientifiche, non diventano mai delle noiose lezioni anche perché sono affiancate dalle splendide illustrazioni di Marieke ten Berge, alcune realizzate attraverso la raffinata tecnica dell’incisione su linoleum. Blu profondi, bianchi, neri, aranci e rossi costruiscono un universo visivo che sembra avere la temperatura e il silenzio del Nord.

Sfogliare il libro diventa quasi come passeggiare dentro una galleria: ci si ferma davanti a un muso, a un paio d’occhi, a una sagoma e, per qualche istante, si ha l’impressione che sia proprio quell’animale a guardarci, a raccontarci di quanto sia fragile il mondo in cui vivono.

Nel Grande Nord gli effetti del cambiamento climatico sono particolarmente evidenti: i ghiacciai si sciolgono, il permafrost si scongela, i mari diventano più caldi, il ghiaccio diminuisce e molte specie vedono trasformarsi rapidamente l’habitat dal quale dipende la loro sopravvivenza.

Un messaggio ambientalista non fatto attraverso le recriminazioni ma attraverso la conoscenza e la meraviglia. Una parola che associamo all’infanzia e che invece dovremmo difendere a qualsiasi età. Perchè meravigliarsi significa fermarsi. Guardare davvero. Significa scoprire che una foca sa inventarsi strategie ingegnose per sfuggire a un predatore, che una renna possiede un corpo perfettamente adattato al gelo, che una balena può attraversare due secoli di storia, che perfino il più piccolo animale di una terra lontanissima occupa un posto preciso in un equilibrio immenso e delicatissimo.

La meraviglia è una forma di curiosità e il primo passo verso la cura. Perché è difficile desiderare di proteggere ciò che non conosciamo. Ma quando qualcosa ci stupisce, quando impariamo il suo nome, scopriamo come vive, osserviamo i suoi occhi e conosciamo la sua storia, quella creatura smette di essere soltanto “un animale del Polo Nord”. Comincia a riguardarci.

Ecco perché Nord è un atlante, ma è anche qualcosa di più: è un invito a guardare il nostro pianeta con occhi nuovi. A ricordarci che la Terra è piena di vite straordinarie che si svolgono lontanissimo da noi ma che, nonostante la distanza, le nostre azioni possono raggiungerle.

Perché forse, per avere voglia di salvare questo nostro incredibile pianeta, dobbiamo prima ricordarci di quanto è bello.


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